“L’Amministrazione Comunale facendosi portavoce anche delle forze sociali e della cittadinanza tutta esprime forte disappunto per la decisione del Ministero della Salute di non accogliere la deroga e conseguentemente decretare dal 1°Ottobre 2015 la chiusura dell’unico PUNTO NASCITA del territorio, quello della “Casa di Salute I. Attardi S.p.A.”.
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“Per la particolare collocazione geografica del comune montano, in un’area assolutamente marginale , questa rappresenta l’unico presidio sanitario a servizio di una vasta zona montana a cavallo tra le provincie di Palermo e Agrigento (circa 24 comuni) e l’eventuale chiusura della stessa determinerĂ chiaramente la negazione del diritto alla salute e alla sicurezza, oltre ad evidenti disagi per le famiglie che saranno costrette a raggiungere altri presidi, ubicati nella fascia costiera , considerate le notevoli distanze e lo stato di fatiscenza della rete viaria.
Siamo stati scippati negli anni di tante risorse senza alcun beneficio per il territorio. Nel caso specifico riteniamo a ragion veduta che bisogna andare oltre la logica inaccettabile dei “numeri” in quanto la suddetta struttura svolge, oltre a quella sanitaria, anche un’alta funzione sociale, creando un notevole indotto economico ed occupazionale.
Auspichiamo che il Ministero della Salute possa ritornare su questa decisione evitando di privare la nostra comunitĂ e l’intera zona della “montagna agrigentina” di un servizio primario che indiscutibilmente ha offerto negli anni standard qualitativi elevati.
L’Amministrazione Comunale di S. Stefano Quisquina nella sua interezza si riserva di intraprendere le opportune iniziative per contrastare una scelta che potrebbe comportare anche gravi tensioni sociali”.





