Acqua pubblica: proclamato lo stato di agitazione cittadino a tempo indeterminato

In una affollatissima sala Consiliare del Comune di S.Stefano Quisquina gremita all’inverosimile si e’ svolta un’assemblea cittadina promossa dall’Amministrazione Comunale, dal Consiglio Comunale e dal Comitato Cittadino per l’Acqua Pubblica in sinergia con le forze sindacali.
E’ stato redatto un documento sottofirmato da centinaia di cittadini presenti e inviato al Prefetto, alle Forze dell’Ordine, All’Assessore Regionale ai Servizi di Pubblica Urilita’ e p.c. al Commissario regionale ad Acta Dott.Teresa Restivo al fine di evitare disordini sociali e conflitti istituzionali, mentre le sigle sindacali di CGIL,CIA, CONFAGRICOLTURA, COLDIRETTI hanno proclamato lo stato di agitazione cittadino a tempo indeterminato.
Nel documento si denuncia “la preoccupazione per la presenza incombente del commissario ad acta come un momento di turbativa dell’ordine pubblico e del diritto dei cittadini a difendere l’acqua pubblica dagli attacchi speculativi di societĂ  private contro le quali, fra l’altro, sono in corso azioni penali e istanze di fallimento e dei cui interessi oggi il commissario ad acta, nella sua azione perentoria, diviene -riteniamo suo malgrado- esecutore“.

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Viene invocatato il diritto di “vedere attuata la citata sentenza della Corte costituzionale depositata il 20 luglio 2012 sull’articolo 4 della Finanziaria-bis del 2011, in cui sostanzialmente si boccia la “privatizzazione” dell’acqua di cui invece il commissario viene a farsi “curatore fallimentare” per conto della Regione Siciliana tutto a spese dei comuni che non hanno ceduto alla privatizzazione forzata delle reti idriche, mettendo così le risorse al riparo della gestione fallimentare della societĂ  “Girgenti Acque” e di veder approvata la Legge che rispetti l’esito del referendum plebiscitario contro la gestione privata dell’acqua pubblica“.

Viene chiesto inoltre la revoca immediata del provvedimento di commissariamento.