La crisi idrica ad Agrigento si fa sempre più drammatica. Negli ultimi giorni, l’attenzione si è concentrata su quattro pozzi presenti a Santo Stefano Quisquina, individuati come possibile risorsa per alleviare la penuria d’acqua che sta affliggendo la città agrigentina.
Venerdì scorso, Agrigento è stata teatro di una manifestazione in cui oltre 2500 persone, tra cittadini, associazioni e rappresentanti della Chiesa, sono scesi in piazza per chiedere risposte immediate. Il grido unanime è stato “Vogliamo l’acqua”, un appello che ha raggiunto anche le orecchie del sindaco Franco Miccichè che ha risposto alle critiche affermando di stare lavorando in silenzio insieme al Presidente della Regione, Renato Schifani per trovare soluzioni concrete.
Tra le opzioni considerate, è emersa quella di sfruttare quattro pozzi già esistenti nel territorio di Santo Stefano Quisquina, ma finora mai utilizzati (verosimilmente i Pozzi Margimuto e i Pozzi Mannafarina). L’idea è di incanalarli nelle condutture che si dirigono verso Agrigento per mitigare la crisi idrica. Una proposta che potrebbe rappresentare un sollievo per Agrigento, ma che solleva anche importanti interrogativi per la nostra comunità.
Queste le parole del Sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè, durante un’intervista: “Lavoro in silenzio con il Presidente Renato Schifani, che assembla il nostro piano e che si sta attivando tantissimo affinché questo problema venga risolto e penso che a breve sarà risolto. Si sta lavorando in una cabina di regia tra il direttore Cogina, il Presidente Schifani, e tutti gli altri organi, da cui ci saranno anche gli esploranti di Siciliacqua, per avere una risposta chiara. Io, da parte mia, ho anche individuato quattro pozzi, nel territorio di Santo Stefano Quisquina, pozzi esistenti, ma mai utilizzati. Ecco, perché è vero che io non parlo, ma una volta che faccio non le pubblico. Già più di una settimana fa questa nota è stata inoltrata a Palermo. Questi quattro pozzi, ripeto, sono esistenti, devono soltanto essere incanalati nelle nostre condutture.”
La possibile attivazione di questi pozzi, infatti, ha già iniziato a suscitare dibattiti tra i residenti di Santo Stefano Quisquina. Se da un lato c’è il dovere morale di contribuire alla risoluzione di una crisi che colpisce una città vicina, dall’altro emerge la preoccupazione per le conseguenze che questa scelta potrebbe avere sul nostro territorio. Quali saranno gli effetti sul nostro approvvigionamento idrico?
Il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, ha cercato di rassicurare i cittadini, dichiarando che ogni decisione verrà presa con la massima attenzione e in collaborazione con le autorità locali. Tuttavia, la comunità di Santo Stefano Quisquina rimane in attesa di ulteriori dettagli e garanzie, consapevole dell’importanza di bilanciare l’aiuto ai vicini con la tutela delle proprie risorse naturali.
Video di grandangoloagrigento.it






