Riceviamo e pubblichiamo un’opinione che ci è pervenuta in redazione tramite mail da parte di un cittadino stefanese.
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Ma, avete provato quant’è buona la nostra acqua? Si, la nostra sorella acqua, quella che esce dai rubinetti di casa, quella che tutti dicono di disprezzare ma sulla quale tutti vorrebbero mettere la mani: Girgenti Acque, Consorzio Voltano, Nestlè…Tutti a dire “Quell’acqua è infetta!”, ma tutti la estraggono, la pompano, la bevono, la distribuiscono, la vendono, la scambiano “per qualcos’altro”.
Per quasi un anno siamo stati attanagliati dal misterioso virus (il norovirus) che in una ridda di analisi, controanalisi e avvisi, sembrava suggerirci di dire addio alla nostra acqua, ritenendola malata terminale. Invece no: nell’ultimo “dispaccio” comunale abbiamo appreso che alle ultime analisi il norovirus non è piĂą presente nella nostra acqua (ma ancora non è stata revocata l’ordinanza, ndr). E’ finita così senza un vero perchè, come dice una vecchia canzone: Eppure il suo segno l’ha lasciato nelle abitudini della maggioranza dei cittadini i quali, oramai diffidano su quell’acqua che un tempo era la nostra ricchezza numero uno. Ecco la peggiore conseguenza del norovirus: il dubbio, l’incertezza, la svalutazione della nostra acqua.
Ecco perchè oggi è necessario piĂą che mai che il sindaco si appresti a “sciogliere la prognosi” e dire a tutta la comunitĂ , con la stessa eclatanza con cui ne ha comunicato la malattia, che la malata acqua è guarita, non solo, ma è buonissima. E non lo è mai stata come in questi giorni.Perchè, tanto silenzio a fronte di una tanto attesa notizia. Cosa dobbiamo ancora spettare dopo la controanalisi della controanalisi dell’analisi?
CHI VUOL TENERE ancora “IN OSTAGGIO” la nostra acqua pubblica? E perchè?
Ora basta!Vorremmo finalmente che sia la Pubblica Amministrazione la prima a valorizzare e promuovere l’uso pubblico dell’acqua, così come fanno tanti Comuni Italiani che promuovono addirittura “l’acqua del Sindaco”; ma non pare che al nostro sindaco questa idea lo interessi granchè!
Beh, intanto, facciamolo noi cittadini. Riacquistiamo consapevolezza e luciditĂ sul tema dell’acqua pubblica e sulla malefica dinamica tra chi l’acqua la beve e chi la vende: non diventiamno inermi spettatori di questo affare.
Cosa fare? Semplice come bere un bicchier d’acqua: per prima cosa riavvicinatevi alla nostra buona acqua con maggior amore. BEVIAMOLA. É buonissima! E’ di sicuro VERA ACQUA (dove vera è aggettivo qualificativo e non “sostantivo speculativo”). E possiamo stare tranquilli che Santa Rosalia è il nostro testimonial naturale e può certificare che è figlia dello stesso bacino!Alfonso Leto







