I vescovi siciliani: “ Via i corrotti dalla politica”

“Il degrado morale e sociale della politica ha oltrepassato ampiamente il livello di guardia e per questo riteniamo, per non mancare ad una responsabilità di guida del popolo di Dio, di dover tornare ad alzare la nostra voce per denunciare che lo stile e le modalità di approccio dell’attuale assetto politico manifestano incontestabile carenza di seria fondazione morale”.

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Lo scrivono i vescovi siciliani nel documento “Amate la giustizia, voi che governate sulla terra. Riflessioni dei vescovi di Sicilia sulla situazione sociale e politica” presentato ieri a Palermo. “Già nel passato abbiamo avvertito il bisogno di manifestare il nostro pensiero – aggiungono – su temi altrettanto scottanti. La campagna elettorale, che prepara nuovi assetti istituzionali al governo della Regione, sta rivelando che il bene comune, lo spirito di servizio e le istanze etico-sociali non occupano la priorità di attenzione che loro compete nella gestione della cosa pubblica”. Per i vescovi “il clima di conflittualità, lo scontro tra scelte politiche contrastanti ha ormai assunto toni di guerra tra le parti. Esprime quasi esclusivamente una deprimente logica di spartizione del potere, lo scontro tra forze più o meno occulte, la strumentalizzazione delle persone, la pressione mediatica e il condizionamento dell’opinione pubblica. Si tratta di un degrado etico sociale – concludono nel documento – che non può non inquietarci.

Oltre a mettere in crisi la validità e l’identità delle Istituzioni, dà della nostra società un’immagine sconcertante, che crea turbamento anche all’interno delle nostre realtà ecclesiali”. Nel documento i vescovi evidenziano infine “il fenomeno della presa di distanza dall’agone politico da parte di persone indubbiamente valide. Un senso di smarrimento e di delusione fa sì che molti cittadini non sentano più la politica rappresentativa dei loro interrogativi. Un rifiuto, quasi un’avversione, porta all’astensionismo e a quel disimpegno che fa spazio all’antipolitica e al qualunquismo”.

“Andate a votare perché altrimenti sarebbe come deresponsabilizzarsi. Tu cittadino se non vai a votare poi non piangerti addosso – ha aggiunto il cardinale di Palermo Paolo Romeo a margine della conferenza di presentazione del documento – i cittadini non si facciano vincere dallo sconforto – ha precisato – e dalla rassegnazione ma decisi vadano ad esprimere il proprio voto a fine mese”. Per Romeo “se io non voto faccio in modo che restino in atto i meccanismi per cui i più corrotti vengono eletti. Se, invece, voglio modificare lo status quo, devo andare a votare. Altrimenti significa deresponsabilizzarsi”.