A che cosa serve il 5×1000 e chi sono i possibili beneficiari?
Spesso si sente parlare di 5×1000 ma ancora oggi in molti non sanno cos’è e a che cosa serve concretamente. In poche parole, si tratta di una misura fiscale introdotta in Italia al fine di consentire ai contribuenti di destinare una parte della propria imposta sul reddito delle persone fisiche (ovvero l’IRPEF) a enti che operano in settori di rilevante interesse sociale.
Tra questi ovviamente rientrano gli ETS (Enti del Terzo Settore) come ad esempio ONLUS, Associazioni Sportive, Enti di ricerca scientifica e sanitaria ecc. Probabilmente uno degli enti più conosciuti che si prodiga in questo settore è Medici Senza Frontiere, organizzazione no profit che ormai da anni si prodiga nell’aiutare il prossimo e che può essere sostenuta scegliendola come destinazione per il 5×1000.
Occorre altresì precisare che scegliendo di indirizzare il 5 per mille a un determinato ente non si affronta nessun costo aggiuntivo e si ha la possibilità di sostenere concretamente cause importanti che si sostengono grazie proprio alle donazioni.
Chi sono i beneficiari del 5×1000?
I beneficiari del 5 per mille sono enti e organizzazioni che operano in diversi settori di rilevanza sociale e culturale.
Tra questi, ci sono le associazioni di volontariato, che dedicano risorse ed energie al supporto delle comunità, e le associazioni no profit, impegnate in varie cause sociali senza scopo di lucro. Anche le cooperative sociali e le imprese sociali, con l’eccezione di quelle costituite in forma societaria, possono ricevere questa donazione, contribuendo a migliorare le condizioni di vita di molte persone.
Il 5 per mille può inoltre essere destinato agli enti che si occupano di ricerca scientifica e universitaria, così come a quelli impegnati in quella sanitaria, favorendo il progresso in ambiti cruciali per il benessere collettivo. I Comuni possono beneficiare di queste risorse per sostenere attività sociali a livello locale, mentre le associazioni sportive dilettantistiche possono utilizzarle per promuovere la pratica sportiva.
Infine, il 5 per mille può essere destinato a iniziative di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, così come al sostegno nella gestione delle aree protette, contribuendo alla conservazione del patrimonio naturale e culturale del paese.
Ad ogni modo, tutti i soggetti a cui è possibile destinare questo contributo sono definiti dalla legge 23/12/2014 n. 190, che include solo coloro che risultano iscritti al Registro unico nazionale del Terzo Settore (RUNTS) e adempiono all’obbligo di rendicontazione e pubblicazione delle donazioni ricevute.
A chi va il 5×1000 se non viene indicato il beneficiario?
L’Agenzia delle Entrate, unitamente ai ministeri competenti, ha redatto una lista dei possibili beneficiari del 5 per mille. Questa comprende enti ed associazioni che hanno fatto apposita domanda entro un determinato lasso di tempo.
Pertanto, tra la lista preposta allo scopo dalle competenti autorità (all’interno della quale figurano enti no profit come il citato Medici Senza Frontiere) è possibile scegliere l’ente a cui devolvere il 5 per mille.
Per farlo concretamente è necessario indicare il codice fiscale del beneficiario. Tuttavia a questo punto potrebbe sorgere spontanea la domanda: ma cosa succede se il contribuente in sede di dichiarazione dei redditi non esprime nessuna preferenza in ordine alla devoluzione del 5 per mille? Ebbene, se un contribuente non effettua alcuna scelta riguardo al 5 per mille, la somma rimane nelle casse dello Stato.
Se invece viene apposta la firma nel riquadro destinato a un settore specifico senza indicare il codice fiscale di un ente, il 5 per mille viene distribuito proporzionalmente tra tutti gli enti e le associazioni presenti nella lista citata, così da destinare la somma nel modo più fedele alla volontà del contribuente.





