Quella che si sta combattendo in Europa è una guerra combattuta con armi, bombe e carro armati ma non solo. È una guerra combattuta anche con mezzi informatici. Da quando Anonymous, collettivo di hacker provenienti da tutto il mondo, ha deciso di aiutare l’Ucraina colpendo i servizi e i siti di difesa della Russia di Vladimir Putin, i pirati informatici del Cremlino hanno iniziato a rispondere all’offensiva. Un contrattacco che ha come obiettivo tutti coloro che stanno aiutando gli ucraini, quindi, potenzialmente, anche l’Italia, che è stata anche inserita nel novero dei paesi ostili dal governo russo.
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Come l’Italia tutta l’Unione Europea, gli Stati Uniti, il Canada, la Corea del Sud, l’Australia, la Nuova Zelanda e tanti altri. Con rischi informatici che potrebbero riversarsi anche su di noi. Lo ha comunicato il Computer Security Incident Response Team, che ha anche confermato come ci sia l’Italia nel mirino degli hacker russi: “Sono attesi attacchi informatici provenienti dalla Russia e da Paesi orientali – hanno spiegato in una nota – indirizzati su vasta scala anche verso l’Italia, probabilmente in virtù degli aiuti umanitari che si stanno offrendo”. Gli attacchi, che avranno luogo soprattutto contro i siti di aiuti umanitari, rischiano di colpire anche le app più utilizzate come Instagram, Facebook, WhatsApp oppure il sito di invio dati WeTransfer oppure le app di gioco online. Per fortuna, in questo caso, le aziende di gambling hanno saputo investire per tempo sulla sicurezza informatica dei loro utenti.
Come si legge su CasinoSicuro.it, il sito del gioco online legale in Italia, i sistemi di crittografia, i firewall e le barriere contro gli attacchi informatici sono ormai strumenti che vengono utilizzati da anni dalle piattaforme di gambling. Strumenti che oggi diventano più che mai essenziali e fondamentali.
Il consiglio dato dagli esperti, infatti, è quello di aumentare “al massimo i livelli di sicurezza, chiedendo ai vostri referenti aziendali e ai fornitori di monitorare in tempo reale i sistemi di sicurezza. Massima attenzione alla posta elettronica, all’antivirus, ai siti esposti verso l’esterno. Purtroppo, anche queste, sono azioni di guerra”, ha spiegato ancora il Computer Security Incident Response Team. Mentre intanto Anonymous continua a lavorare: “Quasi 150 milioni di russi non conoscono la verità sulle cause della guerra in Ucraina. Vengono nutriti delle bugie della propaganda del Cremlino. Non ci sono media liberi in Russia e Internet è censurato. Ci auguriamo di poter svegliare alcuni civili ed esortarli a reagire” hanno spiegato in un comunicato. Una guerra, insomma, che si combatte anche a colpi digitali.






