“Una percentuale del canone, versato dagli stabilimenti di acqua minerale, alla Regione resti al Comune dove l’impianto si trova”. Non è un appello ma ha ormai le vesti di una vera e propria battaglia. A portarla avanti, coinvolgendo anche i sindaci degli altri Comuni dove ci sono stabilimenti di acqua minerale, è Francesco Cacciatore: capo dell’amministrazione di Santo Stefano Quisquina. E giorno 27 Cacciatore, assieme agli altri sindaci siciliani, si ritroverà all’Anci a Palermo. L’iter da portare avanti, affinché la Regione legiferi in tal senso, è proprio all’Ars. Ed è stata già interessata anche la quarta commissione.
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“In Sicilia – ha spiegato il sindaco Francesco Cacciatore – ci sono nove stabilimenti di acqua minerale. Il più grosso è certamente quello di Santo Stefano Quisquina. Ognuno di questi stabilimenti versa annualmente un canone alla Regione. L’idea, che non potrebbe mai essere un ostacolo per le aziende, è quella di far in modo che la Regione accetti e stabilisca che una quota parte di questo canone regionale possa rimanere ai Comuni delle città dove sorgono gli stabilimenti. Accade già , ad esempio, in Veneto, Lombardia ed Umbria dove le Regioni hanno già legiferato e dove, dunque, una parte del contributo regionale resta nelle città dove ci sono gli stabilimenti”.
Soldi che dovrebbero – secondo le intenzioni del sindaco di Santo Stefano Quisquina – aiutare l’economia della cittĂ . “Il Comune dove questi soldi rimangono deve a sua volta investirli – continua a spiegare Francesco Cacciatore – per la salvaguardia del bacino idrico, ad esempio, per la manutenzione o per il rifacimento delle reti idriche. Quindi risorse, il cui utilizzo deve essere vincolato ma che vanno comunque a beneficio della popolazione di quella determinata realtà ”. Il sindaco di Santo Stefano Quisquina in questa sua battaglia ha coinvolto i colleghi di Belpasso, di Torrenova, Montalbano Elicona, Geraci, Acireale, Modica e Altavilla Milicia, ma anche l’Anci Sicilia.





