Dopo la marcia sulla statale 640 del 25 gennaio 2020, i gilet gialli della “gente indignata” sono tornati a protestare per lo stato dissesto in cui versano le strade agrigentine. Amministratori comunali, responsabili del cartello sociale (formato da organizzazioni sindacali e curia) e molti studenti pendolari si sono radunati in mattinata lungo la strada provinciale numero 32, la “Mare e Monti” che collega i centri dei monti Sicani alla statale 115 di Ribera.
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Una marcia silenziosa e che chiede invece a gran voce, interventi urgenti per rendere sicura e veloce, l’unica strada di collegamento diretto fra l’entroterra agrigentino e il primo ospedale di prossimità, ovvero il Fratelli Parlapiano di Ribera.
I sindaci, che hanno sfilato con addosso la fascia tricolore, chiedono l’utilizzo dei fondi del Pnrr per eliminare il gap infrastrutturale della provincia di Agrigento. “Basta interventi tampone, vogliamo strade moderne e sicure”: è stato lo slogan che i primi cittadini hanno più volte lanciato durante il corteo di protesta.
In tal senso si invita il prefetto a sensibilizzare le istruzioni competenti per procedere con tempestività alla convocazione del tavolo tecnico sulla SP 32 con uno sguardo alla situazione complessiva della viabilità provinciale.






