Durante l’assemblea pubblica tenutasi ieri a Santo Stefano Quisquina, il sindaco e i cittadini hanno discusso approfonditamente le misure per affrontare la crisi idrica che affligge il comune. Al centro della discussione, il finanziamento regionale per la manutenzione delle autobotti agricole, la contestazione della graduatoria per l’adeguamento del depuratore comunale e la preoccupazione per la realizzazione di nuovi pozzi.
Finanziamenti e Manutenzione
Il sindaco ha informato i cittadini che il comune ha ottenuto il finanziamento per la manutenzione dell’autobotte comunale, che sarà subito disponibile per le aziende agricole. Tuttavia, il finanziamento richiesto per la costruzione del depuratore comunale (ad oggi assente) è stato annullato. “Abbiamo presentato una lettera molto articolata il giorno dopo la graduatoria, richiedendo il finanziamento notificato dall’ex governo regionale per la costruzione del depuratore,” ha spiegato il sindaco, sottolineando l’urgenza di risolvere questa questione.
Problemi di Sorgenti e Pozzi
Uno dei temi più critici emersi durante l’assemblea riguarda la riduzione della portata del pozzo Prisa, da 18 litri al secondo a una riduzione del 10%. Inoltre, le sorgenti Prisa 1 e Prisa 2 non hanno dato alcun apporto idrico quest’anno. “Quest’anno la sorgente Prisa non è affiorata,” ha dichiarato il sindaco, che ha già informato le autorità competenti, tra cui il prefetto e il dipartimento regionale, sui provvedimenti conseguenti necessari.
Interventi della Regione
La Regione Siciliana ha stanziato 9 milioni di euro per interventi strutturali sui pozzi e sulle sorgenti, come parte dello stato di emergenza per la carenza idrica in Sicilia. Tra questi interventi, è prevista la realizzazione di un nuovo pozzo a Castronuovo di Sicilia, in provincia di Palermo, per alimentare l’acquedotto del Voltano. Questa decisione ha suscitato preoccupazione tra i cittadini di Santo Stefano Quisquina, poiché si teme che il nuovo pozzo in località Monnafarina, sebbene situato su un’area privata che dovrà essere espropriata, possa compromettere ulteriormente le risorse idriche locali. Il nuovo pozzo gemello dovrebbe recuperare fino a 40 litri di acqua al secondo, secondo le stime degli uffici competenti.
Conferenza di Servizi e Proteste
Una conferenza di servizi semplificata è stata convocata per discutere la realizzazione del pozzo Monnafarina. Alla conferenza parteciperanno vari enti, tra cui il Genio Civile di Palermo, l’ASP di Palermo, l’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Palermo e il Dipartimento della Protezione Civile. Tuttavia, il sindaco di Santo Stefano Quisquina ha dichiarato che il comune voterà contro questa proposta, motivando la decisione con studi idrogeologici che dimostrano l’interferenza tra i bacini idrici della zona. “Faremo una battaglia dura e articolata,” ha affermato il sindaco, evidenziando che l’approvvigionamento idrico della comunità non può essere messo in pericolo.
Richiesta di Requisizione dei Pozzi
Un altro punto caldo della discussione riguarda la richiesta di requisizione dei pozzi Margimuto, avanzata dai comuni di Campobello di Licata, Licata, Palma di Montechiaro, Canicattì, Naro, Ravanusa e Castrofilippo. Questa richiesta, che propone di utilizzare circa 110 litri di acqua al secondo dai pozzi di Margimuto per alleviare la carenza idrica, è stata duramente contestata dal sindaco di Santo Stefano Quisquina. “Questa richiesta è inaudita e insostenibile,” ha detto il sindaco, spiegando che i pozzi Margimuto sono una risorsa vitale per il comune e non possono essere sfruttati senza gravi conseguenze per la comunità locale.
Unità e Partecipazione
Il sindaco ha sottolineato l’importanza di unire le forze politiche e sociali del comune per affrontare questa emergenza. Ha invitato i cittadini a partecipare attivamente alle prossime iniziative e a sostenere le azioni dell’amministrazione comunale per salvaguardare le risorse idriche del territorio. “È il momento della grande coesione,” ha affermato, esortando i cittadini a evitare pettegolezzi e divisioni politiche in favore di un’azione comune e solidale.
Proposte Future
Tra le proposte emerse durante l’assemblea, vi è la necessità di intervenire sulle reti idriche esistenti per ridurre le perdite d’acqua, oltre a considerare soluzioni strutturali come l’installazione di dissalatori lungo la costa per ridurre la pressione sui bacini interni. “Non possiamo continuare a trattare l’emergenza come una prassi ordinaria,” ha dichiarato un cittadino intervenuto durante l’assemblea, sottolineando l’importanza di trovare soluzioni sostenibili a lungo termine. –






