C’è un progetto che non si limita a essere osservato, ma che chiede di essere vissuto. È “L’acqua sale”, l’iniziativa artistica ideata da Giovanni Gaggia che il 25-26-26 Marzo alle ore 15:00 presso il nuovo Hub Turistico di S. Stefano Quisquina (ex-mattatoio), coinvolgerà direttamente i cittadini di Santo Stefano Quisquina in un’esperienza collettiva capace di unire arte, memoria e partecipazione.
Promosso dalla Fondazione Orestiadi di Gibellina, nell’ambito del più ampio progetto “Terra di Cieli, Acqua e Pietre”, il laboratorio rappresenta un’occasione concreta per i cittadini di diventare protagonisti di un’opera d’arte condivisa. Non spettatori, ma parte viva del processo creativo.
Al centro dell’iniziativa c’è l’acqua: elemento essenziale, simbolo di vita, ma anche specchio delle fragilità e delle memorie dei territori. Ed è proprio da qui che prende forma il progetto, invitando ogni cittadino a interrogarsi su una domanda semplice ma profonda: “Che cos’è l’acqua per te?”
Le risposte raccolte diventeranno una composizione sonora corale, un intreccio di voci che restituirà l’identità emotiva e quotidiana della comunità. Accanto a questa, nascerà anche un’opera tessile collettiva: un grande lavoro realizzato con tessuti blu donati dagli abitanti, cuciti e assemblati insieme durante il laboratorio. Un gesto concreto, fatto di mani, storie e relazioni.
Le due opere – sonora e visiva – si fonderanno in un’unica installazione che sarà presentata nel mese di giugno negli spazi suggestivi dell’Eremo della Quisquina. Un momento finale che celebrerà non solo il risultato artistico, ma soprattutto il percorso condiviso che lo ha reso possibile.
L’iniziativa si inserisce in un anno speciale per il territorio: il 2026 segna infatti Gibellina come Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea. In questo contesto, Santo Stefano Quisquina diventa un laboratorio vivo, dove l’arte incontra la vita quotidiana e si trasforma in occasione di dialogo e crescita collettiva.
La forza del progetto sta proprio qui: nella capacità di coinvolgere persone di tutte le età, senza bisogno di competenze artistiche. Basta la voglia di partecipare, di raccontarsi, di contribuire a qualcosa che resterà nel tempo come testimonianza della comunità. “L’acqua sale” non è solo un laboratorio, ma un invito aperto: a condividere ricordi, a donare un pezzo di sé, a costruire insieme un’opera che parla di tutti.






