La Rete degli Studenti di Bivona in sciopero: uniti per diritti e istruzione

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato della Rete degli Studenti Medi di Bivona: “Nel corso degli ultimi anni piĂą volte ci siamo riuniti in assemblea, piĂą volte abbiamo riempito le piazze, piĂą volte abbiamo occupato le nostre scuole e le nostre universitĂ . Altrettante volte abbiamo ricevuto risposta dal Governo, sempre nelle stesse modalitĂ , sempre con gli stessi strumenti. Una risposta che si compone di sola repressione e censura, plasticamente rappresentata dai manganelli che piĂą volte si sono abbattuti sulle proteste pacifiche di un’intera generazione.

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Decreto Rave, decreto Caivano, la riforma della condotta, ddl sicurezza sono tutti provvedimenti con un chiaro obiettivo: marginalizzare, criminalizzare, punire. Il Governo Meloni ha un problema con il dissenso, dalle aule del Parlamento alle forme più svariate di protesta. Noi, nuove generazioni, siamo sotto attacco. I diritti che uno Stato dovrebbe riconoscerci, a partire da quello di un’Istruzione gratuita e accessibile a tutti, sono sempre meno garantiti. Il costante attacco alla libertà di manifestazione e di espressione ce ne limita altri. Se protestiamo, veniamo raccontati come violenti o le nostre rivendicazioni delegittimate.
L’approccio punitivo e criminalizzante di questo Governo è sempre più preoccupante quando lo si applica alla scuola, perché vuol dire che si tenta di cambiare la cultura democratica del nostro Paese e si cerca di abituare i futuri cittadini ad un clima di repressione e controllo del dissenso. Assistiamo impotenti al tracollo dell’idea costituzionale della scuola come luogo trasformativo della società, il primo spazio in cui garantire l’ascensore sociale, la comunità volta ad emancipare il futuro cittadino.
Ma noi siamo le studentesse e gli studenti del Paese, il presente e il futuro dell’Italia. Non possiamo farci fermare.
Per questo lanciamo un appello alle forze politiche e sociali, affinchĂ© le nostre battaglie siano le battaglie di un intero Paese che crede nella partecipazione delle e dei giovani, che sa che senza il dissenso non ci sarebbe democrazia. Pretendiamo che l’Istruzione sia rimessa al centro e riceva i finanziamenti che le occorrono, vogliamo che dinanzi alla criminalizzazione vengano messe in piedi politiche giovanili che operino per garantire un presente e un futuro non precario. Alle forze politiche e sociali chiediamo di essere al nostro fianco per costruire una forte Opposizione a questo Governo”.