Una volpe ammazzata a colpi di fucile, un proiettile inesploso e una bottiglia d’acqua. Messaggio intimidatorio lasciato ieri mattina davanti alla porta di casa di don Angelo Chillura, in via Pirandello, a pochi passi dalla Basilica dell’Immacolata di cui è parroco.
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“Il macabro avvertimento che ha avuto come destinatario don Angelo Chillura e’ di una gravità ’ estrema e merita pertanto la massima attenzione da parte delle forze dell’ordine, la cui professionalità ’ ci rassicura, ma anche la più’ ampia solidarietà ’ da parte di tutta la comunità ’ agrigentina oltre ad una reazione ferma per respingere prassi intimidatorie rivolte a turbare lo svolgimento di attività ’ che contengono un forte messaggio etico con una condanna ferma della cultura mafiosa inconciliabile con gli insegnamenti della Chiesa. A prescindere dalle motivazioni di chi ha compiuto il vile gesto intimidatorio e di chi eventualmente lo ha commissionato, si tratta di un segnale che per il bersaglio scelto, non può’ passare inosservato e verso il quale non si può’ reagire con indifferenza. Le forze dell’ordine sapranno fare certamente il loro lavoro e assicureranno presto alla giustizia i colpevoli, ma intanto si deve creare un cordone umano che si deve stringere attorno a don Angelo per quello che rappresenta come testimone di un impegno non solo pastorale, ma di alto profilo sociale”. Lo afferma il presidente della Camera di Commercio di Agrigento Vittorio Messina, in merito all’atto intimidatorio ai danni del parroco della Parrocchia dell’Immacolata.
La volpe, come riportato dal Giornale di Sicilia, verosimilmente uccisa nelle ore precedenti – secondo quanto avrebbe accertato un veterinario dell’Asp chiamato sul posto dai carabinieri – gli ostruiva addirittura, a scanso di equivoci, il passaggio. I militari dell’Arma del nucleo operativo e radiomobile, coordinati dal tenente Nicolò Morandi, hanno avviato le indagini. L’ipotesi degli investigatori – ma è soltanto una ipotesi – sul significato di quella volpe, del proiettile e della bottiglia d’acqua lasciata sopra la carcassa dell’animale, è allarmante. Don Angelo è un prete fortemente impegnato nel sociale, tant’è che si occupa della distribuzione di viveri agli immigrati, in prima linea nella lotta contro Cosa Nostra – nel 1990 scrisse un libro sulla Coscienza della Chiesa e sul fenomeno mafia -, insegnante di Teologia al Seminario arcivescovile che, nel 2007, subì il misterioso incendio della sua autovettura.






