Il progetto del Liceo “Madre Teresa di Calcutta” nelle carceri

Il progetto “La scuola incontra il carcere.. la funzione educativa della detenzione” raccontato dagli alunni della V B e la loro esperienza nel carcere Petrusa di Agrigento

Grazie al progetto realizzato e fortemente voluto dalla prof. Calogera Diliberto, docente di scienze umane e alla collaborazione della prof Anna Petruzzelli, abbiamo avuto l’opportunità di visitare “la città nella città”. Si, proprio così, perché ci siamo resi conto di come all’interno del carcere si crei una vera e propria società che da al detenuto l’opportunità di acquisire innanzitutto le regole e il loro rispetto ma anche una formazione scolastica e culturale finalizzata alla rieducazione e al reinserimento nella società.

Dopo aver dialogato con il direttore, l’educatore, l’assistente sociale e il vice comandante del corpo penitenziario, i quali ci hanno preparati ad affrontare questa dura realtà, abbiamo visitato la struttura. Particolarmente toccante è stato l’incontro diretto con i detenuti all’interno delle celle, adibite alle lezioni scolastiche che partono dalle scuole elementari fino all’istituto superiore alberghiero, perché noi ragazzi siamo soliti disprezzare la scuola e non la vediamo come un’opportunità.

Ed è proprio quando si è privi della libertà che ci si rende conto di come tutto sia importante. A partire dal semplice canto degli uccelli, le voci dei bambini che giocano per strada e le semplici raccomandazioni dei genitori, tutto quello che noi diamo per scontato. Invece loro gli unici suoni che possono sentire sono le voci delle loro preoccupazioni, dolori e sensi di colpa che restano intrappolati nella loro mente senza trovarne soluzione, e il rumore delle chiavi che aprono e chiudono le celle della loro libertà.

È proprio per questo che bisogna togliere ogni tipo di pregiudizio verso queste PERSONE che si, hanno sbagliato, ma hanno il diritto di avere una seconda opportunità.

(Gli alunni della classe V B del Liceo delle Scienze Umane “Madre Teresa di Calcutta” di S. Stefano Quisquina)