Per dodici associazioni di volontariato agrigentine la Regione Sicilia ha avviato il procedimento di cancellazione dal Registro regionale delle organizzazioni di volontariato.
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La decisione è stata presa, nel contesto di controlli svolti in tutte le province siciliane, perché le associazioni non avrebbero trasmesso la documentazione che provi il possesso dei requisiti di legge per poter rimanere all’interno del registro, il quale consente alle associazioni di ottenere finanziamenti, agevolazioni e di poter stipulare convenzioni con enti pubblici.
Le associazioni sotto la “lente d’ingrandimento” della Regione sono il gruppo Fratres “Francesco Samaritano” di Agrigento, l’Avis di Alessandria della Rocca, l’associazione pubblica assistenza “Karol Woityla” di Campobello di Licata, l’associazione “Istituto per la famiglia” di Canicattì, l’associazione “Girasole” di Cianciana, l’associazione “Centro Tre P Padre Pino Puglisi” di Licata, l’associazione “Centro aiuto alla vita” di Menfi, l’Avis di Montallegro, le associazioni “Volontari sociali per la vita per lo sport cultura ed ambiente” e “Il buon Samaritano” di Raffadali, l’associazione “Itinerari” di San Giovanni Gemini e l’associazione “San Vincenzo de’ Paoli” di Sciacca.
I rappresentanti delle associazioni hanno tempo fino al prossimo 28 novembre per inviare alla Regione memorie o documenti per garantire la permanenza all’interno del registro. Complessivamente, in atto, sono quasi un centinaio le associazioni iscritte nella provincia di Agrigento, di cui circa una decina solo nel capoluogo.





