“Oggi, non domani. Oggi.”, il messaggio del Presidente del Consiglio Comunale

Il 4 ottobre, giorno in cui il mondo ricorda San Francesco d’Assisi, non è soltanto una ricorrenza religiosa. È una data che parla a tutti, credenti e non credenti. Perché il messaggio del Santo di Assisi continua a interrogare il nostro tempo: un invito alla semplicità, al rispetto, alla fraternità e alla responsabilità.
Il Cantico delle Creature risuona ancora oggi come un inno alla gratitudine verso la Terra e verso la vita. Un messaggio sorprendentemente attuale in un’epoca segnata da crisi ambientali, divisioni sociali e conflitti internazionali, dove troppo spesso prevalgono la logica del potere e la ricerca della supremazia.
Per questo il messaggio francescano non può essere archiviato come una memoria del passato. Deve diventare una chiamata all’azione. Per i governanti, per gli amministratori, per gli imprenditori, per gli operai, per il volontariato e per ogni cittadino. Nessuno escluso.

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La cura della nostra “Casa comune” passa oggi da tre grandi responsabilità: la custodia del territorio, la valorizzazione del lavoro agricolo e la capacità di guardare al futuro con fiducia.

Custodire la Terra
L’incendio che tra il 22 luglio e i giorni successivi ha devastato vaste aree del territorio stefanese ha riportato con drammatica evidenza al centro del dibattito la questione ambientale.
Le fiamme hanno colpito boschi, pascoli, habitat naturali e attività produttive, lasciando ferite profonde nel paesaggio e negli equilibri ecologici del territorio. Di fronte a un evento di questa portata non basta limitarsi alla conta dei danni: occorre costruire una visione.
La costituzione del Tavolo tecnico voluto dal Sindaco rappresenta un primo passo importante. Ma il compito non può essere demandato esclusivamente alle istituzioni. La società civile deve continuare a informarsi, partecipare e sollecitare attenzione, affinché l’emergenza non venga dimenticata una volta spenti i riflettori.

In questo quadro rientra anche il tema dei rifiuti. Forse molti cittadini hanno smesso di credere che la raccolta differenziata possa tradursi in un risparmio concreto, soprattutto a fronte dell’aumento costante dei costi del servizio. Sarebbe un errore concludere che differenziare non serva.
Serve eccome. Serve all’ambiente, alla qualità della vita e alla sostenibilità delle comunità. Anzi, il costo del disinteresse e dell’inciviltà sarebbe molto più alto di quello che oggi sopportiamo.

Da tempo ritengo che il tema dei termovalorizzatori meriti una riflessione seria e libera da pregiudizi. Si tratta di una scelta che compete alla Regione, chiamata ad affrontare una delle più grandi emergenze strutturali della Sicilia: la gestione dei rifiuti. Perché una terra straordinariamente bella come la nostra non può continuare a convivere con l’immagine delle discariche e dell’abbandono mentre si pensa a sagre e feste patronali.

La giornata di “Puliamo il Mondo” ha inoltre riportato alla luce una verità scomoda: il problema non è soltanto organizzativo. Esiste anche una questione culturale. L’inciviltà, purtroppo, continua a manifestarsi anche nel nostro piccolo centro.

E forse dovremmo ripensare anche il nostro modo di muoverci. Meno automobile quando possibile, più attenzione alla mobilità sostenibile. Una scelta che fa bene all’ambiente, ma anche alla salute e al portafoglio.

Difendere il lavoro agricolo
Se c’è un settore che continua a rappresentare l’identità e la prospettiva economica del nostro territorio, questo è l’agricoltura.
Eppure il comparto vive una stagione difficile. I produttori sono schiacciati dall’aumento dei costi e da dinamiche di mercato che spesso comprimono il valore del loro lavoro, mentre per le famiglie cresce il prezzo dei prodotti alimentari.

In mezzo a queste contraddizioni rischia di perdersi il ruolo fondamentale degli agricoltori: custodire il territorio, garantire qualità alimentare e mantenere vive le aree interne. Sostenere l’agricoltura non significa difendere una categoria, ma investire nel futuro delle nostre comunità.

Avere fiducia nel futuro
Infine, il futuro.

Di fronte alle difficoltà economiche, ai cambiamenti climatici, allo spopolamento e alle tante emergenze che attraversano i nostri territori, il pessimismo può apparire comprensibile. Ma è un lusso che non possiamo permetterci.
Servono idee, responsabilità e partecipazione. Servono comunità che scelgano di essere protagoniste anziché spettatrici. Servono cittadini che non delegano tutto agli altri, ma che si sentono parte delle soluzioni.

Le questioni qui richiamate richiedono l’impegno di tutti.

Perché i problemi non aspettano. E perché il tempo delle decisioni non è domani.

È oggi.

Alberto Madonia