Santo Stefano Quisquina , trasmesso agli enti preposti un documento tecnico-scientifico per il ripristino ambientale e la mitigazione dei rischi dopo l’evento calamitoso del 21–24 luglio

SANTO STEFANO QUISQUINA — È stato formalmente inoltrato agli enti istituzionali preposti il documento tecnico-scientifico elaborato a seguito del tavolo di confronto promosso dal Comune di Santo Stefano dopo l’evento calamitoso che ha interessato il territorio comunale dal 21 al 24 luglio.

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Il documento, redatto sotto il coordinamento del Prof. Donato Salvatore La Mela Veca docente di Selvicoltura, Pianificazione forestale e antincendio dell’Università di Palermo è stato sottoscritto dal Sindaco, dall’Amministrazione comunale e da 15 professionisti appartenenti a diversi ambiti tecnico-scientifici, raccoglie analisi, valutazioni e proposte operative finalizzate ad affrontare le criticità emerse e a definire una strategia organica per il ripristino ambientale, la mitigazione del rischio idrogeologico e la prevenzione degli incendi boschivi.

L’Amministrazione comunale ha ritenuto necessario portare il risultato di questo lavoro direttamente all’attenzione delle istituzioni competenti, affinché le problematiche evidenziate e gli interventi individuati possano trovare adeguato riscontro nelle attività di programmazione, finanziamento e messa in sicurezza del territorio.

Il documento è stato pertanto trasmesso al Prefetto, al Presidente della Regione Siciliana, agli Assessorati Regionali competenti, ad Anas S.p.A., al Dipartimento Regionale di Protezione Civile, al Libero Consorzio di Agrigento quali interlocutori istituzionali ai quali il Comune intende sottoporre formalmente le esigenze del territorio e le proposte scaturite dal confronto tecnico-scientifico.

L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che gli effetti dell’evento del 21–24 luglio richiedano una risposta che vada oltre la gestione dell’emergenza e che sia orientata alla prevenzione, alla programmazione e alla riduzione strutturale della vulnerabilità del territorio.

Il documento individua, in particolare, la necessità di intervenire sul ripristino delle aree interessate dall’evento, sulla regimazione e gestione delle acque, sulla mitigazione delle condizioni di rischio idrogeologico, sulla tutela e gestione del patrimonio boschivo e vegetazionale e sul rafforzamento delle misure di prevenzione degli incendi.

La trasmissione del documento rappresenta, dunque, un passaggio formale e concreto nel percorso avviato dall’Amministrazione comunale: non una semplice richiesta di attenzione, ma la consegna agli enti preposti di un quadro di analisi e di proposte elaborato attraverso il contributo congiunto delle istituzioni locali e di 15 professionalità tecnico-scientifiche.

«Con la trasmissione del documento agli enti preposti abbiamo voluto dare seguito concreto al lavoro svolto con il tavolo tecnico-scientifico — dichiara il Sindaco di Santo Stefano —. Il territorio ha bisogno di urgenti interventi, risorse e una programmazione capace di affrontare le criticità emerse e, soprattutto, di prevenirne il ripetersi. Per questo abbiamo ritenuto fondamentale mettere nero su bianco le valutazioni e le proposte elaborate insieme ai professionisti che ringraziamo per la totale disponibilità e sottoporle formalmente ai principali interlocutori istituzionali».

«Ci aspettiamo ora — prosegue il Sindaco — che questo documento possa costituire una base concreta per l’apertura di un confronto con gli enti competenti e per l’attivazione degli interventi necessari. Già con i primi acquazzoni estivi sono emerse le prime criticità, la tutela del territorio, la sicurezza della popolazione e la prevenzione del rischio devono essere una responsabilità condivisa e una priorità istituzionale».

Con l’invio del documento, il Comune di Santo Stefano intende mantenere alta l’attenzione sulle conseguenze dell’evento calamitoso e avviare una fase successiva caratterizzata dal confronto con le istituzioni regionali e nazionali, nella prospettiva di trasformare le criticità emerse in un programma di interventi concreti per la sicurezza, la tutela ambientale e la resilienza del territorio.

 


VERBALE DEL TAVOLO TECNICO-SCIENTIFICO:

 

 

Oggetto: Esiti del Tavolo tecnico-scientifico del 6 agosto 2026 per la definizione delle strategie di prevenzione degli incendi boschivi, mitigazione del rischio idrogeologico e ripristino ambientale a seguito dell’incendio che ha interessato il territorio comunale di Santo Stefano Quisquina dal 21 al 23 luglio 2026.

 

Sono presenti, oltre al Sindaco di Santo Stefano Quisquina, rappresentanti e professionisti appartenenti ai seguenti ambiti tecnico-scientifici e istituzionali:

  • Dottori forestali, tecnici operanti nel settore della pianificazione e gestione forestale;
  • Dottori agronomi, tecnici operanti nel campo della gestione del territorio rurale e agroforestale;
  • docenti e ricercatori universitari afferenti alle discipline forestali, ambientali e territoriali;
  • geologi e tecnici esperti in materia di assetto geomorfologico, dissesto e rischio idrogeologico.

Il Tavolo viene convocato a seguito del grave incendio che ha interessato una significativa porzione del territorio comunale di Santo Stefano Quisquina nei giorni 21-23 luglio 2026, determinando rilevanti danni al patrimonio forestale, agli habitat naturali e seminaturali, alle attività agro-silvo-pastorali e, più in generale, agli equilibri ecologici, paesaggistici e idrogeologici del territorio.

 

  1. PREMESSA E FINALITÀ DEL TAVOLO

Il Sindaco, nell’introdurre i lavori, evidenzia come l’evento incendiario debba essere considerato non esclusivamente una emergenza contingente, bensì fattore di alterazione strutturale dell’assetto ambientale e territoriale, suscettibile di produrre effetti anche nel medio e lungo periodo. In particolare, viene sottolineata la necessità di superare una logica meramente emergenziale e di procedere alla redazione di un piano integrato territoriale funzionale alla definizione di un quadro organico di interventi di prevenzione, mitigazione, ripristino e gestione adattativa delle risorse agro-silvo-pastorali, fondato su dati scientifici, monitoraggio permanente e coordinamento inter-istituzionale.

 

  1. PROPOSTE OPERATIVE

Tutti i componenti del Tavolo concordano sulla necessità che la fase successiva all’incendio venga articolata secondo una prospettiva multidisciplinare e multifase, comprendente:

  1. delimitazione, caratterizzazione e monitoraggio delle aree percorse dal fuoco, valutazione della severità dell’incendio e della capacità di resilienza degli ecosistemi;
  2. ricognizione sulle conoscenze, strumenti di pianificazione esistenti del patrimonio forestale in Sicilia
  3. pianificazione forestale e AIB, progettazione degli interventi di ricostituzione e rinaturalizzazione dei popolamenti forestali;
  4. individuazione e monitoraggio delle aree a rischio idrogeologico per la pianificazione di interventi di mitigazione e prevenzione;
  5. rafforzamento delle attività di prevenzione e della sorveglianza antincendio;
  6. revisione degli strumenti di pianificazione e gestione territoriale, ridefinizione dei modelli di governance e delle competenze operative;
  7. gestione delle aree di proprietà privata per la prevenzione;
  8. coinvolgimento della popolazione e degli operatori economici, rafforzamento delle attività di informazione, sensibilizzazione e formazione.

 

 

2.1 MONITORAGGIO DELLE AREE PERCORSE DAL FUOCO

Il Tavolo ritiene prioritario procedere alla realizzazione di un sistema integrato di monitoraggio ambientale post-incendio, finalizzato alla conoscenza quantitativa e qualitativa degli effetti dell’evento.

Il monitoraggio, da realizzare con l’acquisizione e integrazione di dati da telerilevamento, analisi GIS e con rilievi di campo, dovrà comprendere, in particolare:

  • delimitazione cartografica delle superfici percorse dal fuoco e aggiornamento del Catasto degli incendi boschivi;
  • classificazione della severità dell’incendio;
  • rilevazione dello stato della copertura forestale;
  • individuazione delle aree caratterizzate da maggiore vulnerabilità;
  • monitoraggio della rinnovazione naturale;
  • analisi dei fenomeni erosivi e di ruscellamento superficiale, individuazione delle aree potenzialmente soggette a dissesto e monitoraggio della stabilità dei versanti;
  • verifica dell’evoluzione degli habitat e degli ecosistemi interessati.

Il monitoraggio dovrà essere impostato secondo un orizzonte temporale pluriennale, con verifiche periodiche finalizzate a valutare l’effettiva evoluzione degli ecosistemi e l’efficacia delle misure di ripristino.

 

2.2 RICOGNIZIONE SULLE CONOSCENZE, STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE ESISTENTI DEL PATRIMONIO FORESTALE IN SICILIA

Tutti i componenti del Tavolo tecnico-scientifico, alla luce della rilevante estensione e della particolare intensità dell’evento incendiario che ha interessato il territorio di Santo Stefano Quisquina e le aree territoriali contermini, ribadiscono la prioritaria necessità di procedere ad una ricognizione straordinaria, organica e georeferenziata degli strumenti di pianificazione, programmazione, gestione e monitoraggio del patrimonio forestale insistenti sul territorio comunale e sui comuni limitrofi, al fine di verificare l’attuale adeguatezza degli stessi rispetto alle mutate condizioni ambientali, ecologiche, geomorfologiche e di rischio determinate dall’incendio.

Il Tavolo evidenzia, in particolare, che l’impatto dell’evento non può essere analizzato esclusivamente attraverso interventi puntuali di ripristino della vegetazione o mediante attività emergenziali di carattere contingente, ma richiede una verifica complessiva dell’assetto pianificatorio e gestionale del territorio, con l’obiettivo di ricostituire condizioni di stabilità ecologica, ridurre la vulnerabilità agli incendi futuri, prevenire l’innesco e la propagazione del fuoco e incrementare la resilienza degli ecosistemi forestali e agroforestali. A tal fine si ritiene necessario procedere alla ricognizione e all’integrazione, in un unico quadro conoscitivo territoriale, dei principali strumenti regionali di pianificazione forestale, antincendio e territoriale, nonché delle informazioni catastali, ambientali, idrogeologiche e infrastrutturali disponibili. Tale ricognizione dovrà comprendere, in via prioritaria, il Piano Forestale Regionale, i Piani di Gestione Forestale vigenti, adottati o in corso di elaborazione e approvazione, nonché gli eventuali strumenti di pianificazione relativi ai complessi boscati di proprietà pubblica e privata.

 

2.3 PIANIFICAZIONE FORESTALE e AIB, GESTIONE E RIPRISTINO POST-INCENDIO

Il Tavolo concorda sulla necessità di elaborare un Piano di Gestione Forestale con il quale definire una strategia gestionale e di ripristino post-incendio, da integrare con tutti gli altri strumenti di pianificazione esistenti: urbanistici, ambientali, paesaggistici.

Il piano dovrà individuare, attraverso una zonizzazione tecnico-scientifica, differenti livelli di priorità e vulnerabilità, distinguendo almeno:

  • aree da sottoporre a tutela e monitoraggio passivo;
  • aree nelle quali favorire i processi di rigenerazione naturale;
  • aree nelle quali si rendono necessari interventi di ricostituzione vegetazionale;
  • aree interessate da criticità idrogeologiche;
  • aree strategiche per la prevenzione della propagazione degli incendi;
  • corridoi ecologici e aree di particolare valore naturalistico;
  • aree agricole e agroforestali strategiche per la gestione del territorio.

Si ribadisce che gli interventi di ricostituzione forestale non dovranno essere concepiti esclusivamente secondo criteri quantitativi, ma dovranno perseguire resilienza ecosistemica, conservazione della biodiversità, discontinuità del combustibile, stabilità dei suoli e compatibilità con le condizioni ecologiche locali.

Il Tavolo auspica anche la redazione di un Piano Forestale ad Indirizzo Forestale che comprenda anche la pianificazione AIB a scala territoriale, livello necessario per contestualizzare nel territorio le attività di previsione, prevenzione e lotta attività previste a livello regionale dal Piano AIB.

 

 

2.4 ASSETTO IDROGEOLOGICO DEL TERRITORIO

I geologi e i tecnici presenti evidenziano come la perdita della copertura vegetale possa determinare un significativo incremento della vulnerabilità dei versanti, con particolare riferimento ai fenomeni di erosione, ruscellamento concentrato, instabilità superficiale, trasporto solido e frane.

Si ritiene pertanto indispensabile procedere a una valutazione sistematica del rischio idrogeologico post-incendio, individuando le aree nelle quali l’evento abbia modificato significativamente le condizioni di equilibrio geomorfologico.

Gli interventi dovranno privilegiare, ove tecnicamente possibile, soluzioni di ingegneria naturalistica e tecniche di gestione sostenibile del suolo, finalizzate alla riduzione del ruscellamento, alla stabilizzazione superficiale e al recupero della funzionalità ecologica dei versanti. Particolare attenzione dovrà essere riservata alle aree poste a monte del centro abitato, della viabilità, delle infrastrutture e degli insediamenti rurali, nonché ai bacini idrografici nei quali l’incendio possa determinare un aumento del rischio di colate, erosione e trasporto di materiale.

 

2.5 PREVENZIONE E SORVEGLIANZA DEL TERRITORIO

Il Tavolo ritiene necessario passare da un sistema prevalentemente reattivo ad un modello di prevenzione territoriale permanente.

A tal fine viene proposta la predisposizione di un sistema integrato di sorveglianza comprendente:

  • individuazione preventiva delle aree a maggiore rischio;
  • monitoraggio delle condizioni meteorologiche e dei parametri di pericolosità;
  • sistemi di videosorveglianza e rilevazione precoce, ove tecnicamente ed economicamente sostenibili;
  • controllo della viabilità di accesso alle aree forestali;
  • manutenzione della rete viaria rurale e forestale;
  • realizzazione di fasce tagliafuoco ai lati delle strade forestali di adeguata larghezza;
  • realizzazione e manutenzione delle fasce tagliafuoco e di discontinuità della vegetazione e delle altre infrastrutture previste dagli strumenti di prevenzione secondo standard di efficienza (larghezza).

La sorveglianza dovrà essere integrata in un protocollo operativo condiviso tra comuni, strutture regionali competenti (protezione civile, Corpo Forestale, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine) e altri soggetti gestori delle aree interessate, nel rispetto delle rispettive competenze istituzionali.

Nei periodi climaticamente più a rischio, in seguito a diramazione di Allerta rossa o gialla da parte della Protezione Civile Regionale, dovrebbe essere previsto nelle aree più a rischio un sistema di sorveglianza straordinario integrato con personale delle forze dell’Ordine, Polizia Locale, Corpo Forestale, Protezione Civile e se necessario dell’Esercito. Negli stessi periodi inoltre anche gli operai forestali del Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale potrebbero essere impiegati in attività di sorveglianza per monitorare gli accessi ai demani e la rete viaria forestale.

 

 

2.6 RIVISITAZIONE DELLA GOVERNANCE TERRITORIALE

Uno dei principali elementi emersi dal confronto riguarda la necessità di una revisione dei modelli di governance del territorio, ritenuti non sempre adeguati alla complessità e alla trasversalità del rischio incendi e alla gestione dell’emergenza. Il Tavolo evidenzia l’esigenza di superare la frammentazione delle competenze mediante una più efficace integrazione tra soggetti pubblici e privati. In tale prospettiva viene proposta la costituzione di un tavolo permanente di coordinamento territoriale, con funzioni di raccordo, monitoraggio e verifica, attraverso il quale assicurare continuità alle attività di prevenzione, gestione emergenziale e post incendio.

La governance dovrà essere fondata sui principi di:

  • chiarezza delle responsabilità;
  • tempestività decisionale;
  • coordinamento operativo;
  • responsabilizzazione dei soggetti proprietari e gestori;
  • trasparenza delle procedure;
  • verifica periodica dei risultati.

 

2.7 GESTIONE DELLE AREE DI PROPRIETÀ PRIVATA E INTERVENTI DI PREVENZIONE

Particolare attenzione deve essere dedicata alla problematica delle aree di proprietà privata, considerato che la frammentazione fondiaria e l’abbandono delle aree agricole più marginali e prossime alle aree boscate costituisce un elemento di criticità nella realizzazione coordinata delle opere di prevenzione.

Il Tavolo ritiene necessario definire un quadro operativo che consenta di individuare con precisione:

  • obblighi e responsabilità dei proprietari e dei conduttori dei fondi;
  • modalità di esecuzione delle opere di prevenzione;
  • standard tecnici minimi;
  • procedure di controllo e verifica;
  • modalità di intervento sostitutivo nei casi previsti dalla normativa;
  • sistemi di incentivazione per la manutenzione preventiva;
  • forme di coordinamento tra proprietari confinanti.

Si evidenzia inoltre la necessità di valutare forme di gestione associata o convenzionata degli interventi antincendio, soprattutto nelle aree caratterizzate da elevata frammentazione fondiaria. Tale impostazione dovrà essere sviluppata nel pieno rispetto delle competenze legislative e amministrative dei diversi livelli istituzionali.

 

2.8 CULTURA DELLA PREVENZIONE, SENSIBILIZZAZIONE, INFORMAZIONE E FORMAZIONE, COINVOLGIMENTO DELLA POPOLAZIONE

Il Tavolo considera la prevenzione degli incendi quale obiettivo non perseguibile esclusivamente attraverso strumenti tecnici e repressivi. Viene pertanto riconosciuta centralità alla costruzione di una cultura territoriale della prevenzione, attraverso programmi permanenti di sensibilizzazione, informazione e formazione rivolti a:

  • cittadini;
  • proprietari e conduttori di fondi;
  • operatori agricoli e forestali e imprese;
  • associazioni;
  • scuole;
  • operatori turistici.

Dovranno essere sviluppate campagne informative relative ai comportamenti a rischio, agli obblighi normativi, alle modalità di segnalazione degli incendi e alle procedure comportamentali da adottare in caso di emergenza. Si ritiene altresì strategico coinvolgere le istituzioni scolastiche mediante programmi di educazione ambientale e conoscenza del territorio, al fine di costruire una consapevolezza diffusa del valore del patrimonio forestale e delle conseguenze ambientali, economiche e sociali degli incendi.

La popolazione locale dovrà assumere un ruolo attivo nella strategia di prevenzione. A tal fine si propone la definizione di forme strutturate di partecipazione attraverso:

  • incontri pubblici periodici;
  • consultazioni con cittadini e operatori economici;
  • attività di sensibilizzazione con il coinvolgimento delle associazioni locali;
  • campagne di sensibilizzazione nelle scuole;
  • attività di volontariato ambientale compatibili con le disposizioni di sicurezza;
  • condivisione dei principali dati e risultati del monitoraggio.

La partecipazione della comunità viene considerata elemento essenziale per rafforzare il controllo sociale del territorio e favorire una maggiore responsabilizzazione collettiva.

 

 

  1. PROFILI DI ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA

Nel corso della discussione sono emersi anche profili connessi alla sicurezza pubblica e alla tutela del territorio, soprattutto in relazione alla necessità di prevenire condotte dolose, comportamenti negligenti, accessi non autorizzati alle aree interessate e possibili fenomeni di abbandono incontrollato di rifiuti o materiali combustibili. Si ritiene necessario un rafforzamento del coordinamento con le Forze dell’Ordine, nell’ambito delle rispettive competenze, per assicurare una più efficace attività di prevenzione, controllo e accertamento. Si evidenzia inoltre l’opportunità di sviluppare protocolli di collaborazione tra le amministrazioni locali e gli organismi preposti alla sicurezza, soprattutto durante i periodi di maggiore pericolosità incendiaria.

 

 

  1. STRATEGIA DI BREVE-MEDIO-LUNGO PERIODO

Il Tavolo concorda sulla necessità di considerare l’ultimo evento incendiario quale occasione per una revisione complessiva del modello di gestione territoriale, orientata alla resilienza climatica, alla prevenzione del rischio e alla valorizzazione del patrimonio agroforestale. La strategia dovrà articolarsi su tre livelli temporali:

  • Fase immediata (entro 1 anno dall’evento): messa in sicurezza dei versanti prossimi ai centri abitati, alle infrastrutture, monitoraggio delle aree percorse dal fuoco e prevenzione dei rischi secondari.
  • Fase di breve periodo (entro 5 anni dall’evento): redazione/revisione degli strumenti di pianificazione e governance, istituzione di un sistema permanente di monitoraggio e prevenzione.
  • Fase di medio/lungo periodo (oltre 5 anni dall’evento): progettazione e realizzazione degli interventi di ripristino ambientale e forestale, stabilizzazione dei versanti e di rafforzamento delle infrastrutture di prevenzione.

 

 

  1. SINTESI PROPOSTE OPERATIVE

Alla luce delle risultanze del confronto, il Tavolo propone alle competenti Autorità:

  1. l’attivazione di un programma straordinario di monitoraggio post-incendio;
  2. la redazione dei Piani di Gestione Forestale;
  3. l’elaborazione di una specifica analisi del rischio idrogeologico post-incendio;
  4. il rafforzamento delle attività di sorveglianza territoriale;
  5. il potenziamento dei sistemi di rilevazione precoce degli incendi;
  6. la verifica dell’efficacia e eventuale potenziamento delle infrastrutture AIB (viali parafuoco attivi e passivi, viabilità di servizio, punti d’acqua, torrette di avvistamento);
  7. la definizione di protocolli operativi inter-istituzionali;
  8. la verifica delle responsabilità e degli obblighi connessi alla gestione delle proprietà private;
  9. l’individuazione di strumenti di incentivazione per gli interventi di prevenzione dei proprietari/conduttori di fondi privati;
  10. l’attivazione di programmi permanenti di sensibilizzazione, informazione e formazione con il coinvolgimento strutturato della popolazione e delle realtà associative;
  11. il rafforzamento del coordinamento delle Istituzioni locali con le Forze dell’Ordine per i profili di prevenzione e sicurezza;
  12. l’individuazione di adeguate risorse finanziarie regionali, nazionali ed europee per la realizzazione degli interventi.

 

 

  1. RICHIESTA ALLE AUTORITÀ COMPETENTI

Il Tavolo ritiene che la gravità dell’evento e la complessità delle problematiche emerse rendano necessario un intervento coordinato e straordinario delle istituzioni sovracomunali.

Il presente verbale viene pertanto trasmesso, per opportuna conoscenza e per le valutazioni e determinazioni di competenza, a:

S.E. il Prefetto di Agrigento

e

Al Presidente della Regione Siciliana

All’Assessorato Risorse Agricole e Sviluppo Rurale – Regione Sicilia

All’Assessorato Territorio e Ambiente – Regione Sicilia

Dipartimento Regionale Protezione Civile

Anas S.p.A. – Struttura Territoriale Sicilia

con la richiesta di valutare l’attivazione di un percorso istituzionale volto alla progettazione, finanziamento e realizzazione delle proposte operative contenute nel presente documento.

 

Si sottolinea, in particolare, che la prevenzione degli incendi e la resilienza del territorio non possono essere ricondotte alla sola gestione dell’emergenza, ma richiedono una politica strutturale di governo del territorio, fondata sulla conoscenza scientifica, sulla programmazione pluriennale, sulla gestione ordinaria, sulla responsabilizzazione dei soggetti pubblici e privati e sulla partecipazione attiva delle comunità locali.

 

 

  1. CONCLUSIONI

Il Tavolo, all’unanimità dei presenti, riconosce la necessità di trasformare la fase successiva al grave evento incendiario in un percorso organico di prevenzione del rischio, ricostruzione ecologica, riqualificazione territoriale e rafforzamento della resilienza della comunità. Il patrimonio forestale e agroambientale di Santo Stefano Quisquina viene riconosciuto quale infrastruttura territoriale strategica, la cui tutela assume rilevanza non soltanto ambientale, ma anche sotto il profilo della sicurezza, della stabilità idrogeologica, dell’economia rurale, della qualità paesaggistica e della coesione sociale.

Il presente verbale viene letto, approvato e sottoscritto.

 

Santo Stefano Quisquina, 12.08.2026

 

Il Sindaco

Francesco Cacciatore

 

I componenti del Tavolo tecnico-scientifico

Prof. Donato Salvatore La Mela Veca

Dott. agr. Crispino Alongi

Dott.ssa vet. Lorella Ciccarello

ing. Valentina Vinti

Dott.ssa for. Angela Cannizzaro

Dott. for. Giuseppe Clementi

Dott. for. Giuseppe Traina

Dott. agr. Massimo Petruzzelli

Dott. geol. Vincenzo Castellano

Dott.ssa for. Valeria Leone

Dott. for. Giuseppe Castellano

Dott. for. Luca Gazzara

Dott. agr. Massimo Pizzuto Antinoro

Dott. for. Giacomo Lo Piccolo

Dott. for. Carlo Di Leo