Si avvicinano i giorni dedicati ai festeggiamenti di San Calogero, a Santo Stefano Quisquina. E’ una delle feste più sentite dal popolo stefanese.
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La sera del 17 giugno, vigilia della festa, dopo la celebrazione dei Vespri, si porta nella chiesetta sul monte l’antica statua del Santo accompagnata da centinaia di fedeli.
Nel giugno 1594 fu concessa agli stefanesi la licenza di poter costruire sul monte posto a 967 metri sul livello del mare, la chiesa di San Calogero, che fu edificata probabilmente sul luogo di un antico romitorio. L’attuale sistemazione risale alla ricostruzione del 1991 su progetto redatto dall’Architetto Schillaci.
Il pellegrinaggio che parte dalla chiesa Madre si conclude al pizzo con la veglia di preghiera. Al termine, come prevede la tradizione, vengono distribuiti pane benedetto, patate bollite, uova sode e ricotta. Parecchie persone restano tutta la notte accanto alla chiesetta cantando e pregando per fare la “guardia” al Santo.
La mattina del 18 giugno, si recano al pizzo numerosi pellegrini anche dai paesi vicini, per assistere alla Santa Messa, dove viene benedetto e distribuito il pane che viene realizzato in forme diverse (braccia, gambe, bambino, mano…) come segno di ringraziamento da parte dei fedeli per le grazie ricevute. Al termine della celebrazione il santo rientra in chiesa Madre attraverso il sentiero all’interno del bosco.
La sera del 18 giugno la festa si conclude con la processione per le vie del paese e i fuochi pirotecnici.
All’interno delle celebrazioni 2024, nella serata di domenica 16 giugno è previsto uno spettacolo musicale di Giuseppe Capobianco, dal titolo “Santa Rosalia a la Quisquina”, un evento inserito nel calendario di manifestazioni del “Per Annum Rosaliae” 4° centenario della scoperta della grotta alla Quisquina.
Di seguito il programma completo dei festeggiamenti 2024, curati dal Comitato formato dalla famiglia Filippello:

Alessandro Mistretta per RIPOST.IT





