Inchiesta “Waterloo”, Girgenti Acque: Politici e imprenditori, 8 fermi e 92 indagati

La Procura di Agrigento ha emesso un provvedimento di fermo a carico di otto persone accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro la Pubblica Amministrazione, frode in pubbliche forniture, furto, ricettazione, reati tributari, societari e in materia ambientale ed altro. Tra gli indagati figurano imprenditori, professionisti, politici di rilievo nazionale, funzionari pubblici con responsabilità di vertice e appartenenti alle forze dell’ordine.

I fermati sono: Marco Campione, 60 anni, ex presidente di Girgenti Acque; Pietro Arnone, 58 anni, amministratore unico di Hydortecne; Calogero Patti, 53 anni; dipendente di Girgenti Acque; Angelo Piero Cutaia, 51anni, direttore amministrativo di Girgenti Acque; Gian Domenico Ponzo, 54 anni, direttore generale Girgenti Acque; Francesco Barrovecchio, 61 anni, responsabile tecnico Hydortecne; Calogero Sala, 61 anni, direttore tecnico e progettazione Girgenti Acque; I.D.V, 63 anni, membro del consiglio di amministrazione di Girgenti Acque.

Secondo l’accusa dal 2013 al 2017, circa 40 milioni di euro sono transitati dalla Girgenti Acque, ribattezzata un ‘assumificio’ e Hydortecne a società del gruppo Campione. L’indagato ha creato una fitta rete di complicità illecite, stringendo legami anche con politici nazionali, con amministratori pubblici, con uomini delle istituzioni che si sono tutti adoperati per garantire a Marco Campione e al suo gruppo un’ampia tutela e – ha proseguito il procuratore aggiunto Salvatore Vella – per agevolare i suoi molteplici interessi economici, ottenendo in cambio utilità economiche e favoritismi di natura clientelare”. Ha gestito la Girgenti Acque come se fosse esclusivamente sua, con la finalità – sottolinea il procuratore aggiunto – di portare via liquidità dalle casse della società alle sue aziende.

Falsi in bilancio ed un sistema di accentramento degli appalti in capo alle imprese del presidente del consiglio di amministrazione di Girgenti Acque, Campione Marco , hanno permesso allo stesso di operare in regime di monopolio con relativi guadagni. L’ omissione della dovuta attività di depurazione delle acque, ha creato un danno ambientale da quantificare. L’ illecito addebito agli utenti dei relativi costi non sostenuti, completano un quadro probatorio eterogeneo e complesso.

Gli indagati sono 92, tra cui nomi eccellenti:

L’ipotesi di associazione a delinquere riguarda: Diego Galluzzo (membro cda Girgenti Acque e Hydortecne), Salvatore Fanara (membro cda Girgenti Acque e Hydortecne), Salvatore Gabriele (uomo politico e membro cda), Carlo Sorci (presidente collegio sindacale Girgenti Acque), Ignazio La Porta (membro collegio sindacale), Pietro Sorci (membro collegio sindacale), Michele Termini (membro consiglio amministrazione), Maria Rosa Macaluso (responsabile area personale Girgenti Acque) , Maria Terrana (formalmente disoccupata ma effettivamente dipendente Girgenti Acque), Giovanni Nicolosi (tenuario scritture contabili), Michele Campione (amministratore delegato “Giuseppe Campione Spa”), Giuseppe Giuffrida (ex amministratore delegato e direttore tecnico Girgenti Acque),Salvatore Vita (dipendente Girgenti Acque).

L’ipotesi di concorso esterno in associazione a delinquere. Alfonso Bugea (giornalista), Giuseppe Giuffrida (ex consigliere comunale di Cattolica Eraclea), Claudio Lusa (responsabile team Deloitte&Touche spa), Michele Calvello (manager Deloitte&Touche spa), Francesco Macina (senior team Deloitte&Touche spa), Alberto Paderni (senior team Deloitte&Touche spa), Nicola Diomede (ex Prefetto di Agrigento), Fulvio Riccio (consulente a contratto dell’Autorità d’Ambito Ottimale della Provincia di Agrigento), Giovanni Pitruzzella (presidente Autorità garante della concorrenza e del mercato)

L’ipotesi di corruzione. Eugenio D’Orsi (ex presidente Provincia di Agrigento), Gerlando Gibilaro (ex consigliere comunale di Agrigento), Francesco Paolo Lupo (dirigente della Soprintendenza Beni Culturali Agrigento), Roberto Violante (ex comandante  della stazione Carabinieri di Realmonte), Leonardo Di Mauro (ex comandante stazione Carabinieri di Aragona), Rino Vella (ex vice-comandante stazione carabinieri Aragona), Salvatore Aiola (ex brigadiere Nucleo Radiomobile Compagnia di Agrigento)

L’ipotesi di contributi elettorali irregolari. Gianfranco Miccichè (presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana), Francesco Scoma (deputato nazionale Italia Viva)

L’ipotesi di frode nelle forniture. Silvio Apostoli (intermediario per l’acquisto dei contatori idrici in Cina), Marisa Campione (amministratore della Giuseppe Campione Spa), Maria Terrana (addetta all’acquisto in Cina dei contatori).

L’ipotesi di furto in concorso. Marco Campione, Calogero Patti e Salvatore Vita

L’ipotesi di favoreggiamento personale. Francesco Barrovecchio (responsabile area tecnica Girgenti Acque), Pietro Arnone (amministratore Hydortecne) e Giancarlo Rosato (amministratore unico Voltano spa)

L’ipotesi di falso. Salvatore Caramazza (ispettore Vigili Urbani di Favara), Salvatore D’Amico (ispettore vigili urbani Favara)

L’ipotesi di violazione di sigilli. Calogero Vinti (custode dell’impianto betonaggio Campione Industries)  e Marco Campione (presidente Girgenti Acque)

L’ipotesi di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. Marco Campione (presidente Girgenti Acque), Calogero Patti (dipendente Girgenti Acque), Maria Terrana (incaricata per l’acquisto dei beni in Cina), Francesco Barrovecchio (ingegnere dipendente Girgenti Acque), Silvio Apostoli (agente di commercio).

L’ipotesi di ricettazione. Marco Campione (presidente Girgenti Acque), Calogero Patti (dipendente Girgenti Acque), Maria Terrana (incaricata per l’acquisto dei beni in Cina), Francesco Barrovecchio (ingegnere dipendente Girgenti Acque), Silvio Apostoli (agente di commercio), Michele Campione (in qualità di amministratore delegato Giuseppe Campione spa)

L’ipotesi di false comunicazioni sociali. Marco Campione (presidente Girgenti Acque), Pietro Arnone, I.D.V., Diego Galluzzo, Salvatore Fanara, Francesco Barrovecchio, Piero Angelo Cutaia, Giandomenico Ponzo, Carlo Sorci, Pietro Sorci, Ignazio La Porta, Claudio Lusa, Michele Calvello, Francesco Macina, Alberto Paderni, Giovanni Nicolosi, Vincenzo Corbo (ex sindaco Canicattì), Carmela Meli (Responsabile del Servizio Finanziario Canicattì), Giuseppe Paci (dipendente comune Canicattì)

L’ipotesi di violazione norme ambientali.  Bernardo Barone (Direttore tecnico programmazione Ato), Giuseppe Milano (direttore generale programmazione Ato), Salvatore Montanalampo (Direttore Arpa Agrigento e Dirigente ARPA Sicilia), Giuseppe Maragliano (dirigente Arpa Agrigento), Patrizia Scimecca (dirigente Arpa Agrigento), Pio Giovanni Avanzato (funzionario Arpa Agrigento), Gerlando Piparo (Funzionario del Libero Consorzio Comunale di Agrigento), Vincenzo Giglio (Comandante della Polizia Provinciale)

L’ipotesi di danneggiamento. Giorgio Vetro (impiegato con funzioni di coordinatore responsabile dell’impianto di depurazione Villaggio Mosè), Luigi Giambra (operatore dello stesso impianto).