Firmato protocollo d’intesa tra Comune, Diocesi e l’associazione “Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia”

È stato stipulato un accordo di collaborazione operativa tra il Comune di Santo Stefano Quisquina, la Diocesi e l’Associazione “Amici dei Cammini Francigeni in Sicilia” finalizzato all’ideazione del progetto di valorizzazione e promozione del tratto di raccordo tra la Magna Via Francigena e l’area dell’Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina.

L’Arcidiocesi di Agrigento, congiuntamente e pariteticamente al nostro Comune, assumeranno il ruolo di Enti promotori e coordinatori dell’iniziativa impegnandosi a assumere il ruolo di Diocesi e Comune ospitanti lungo la tratta Agrigento-Palermo, denominata da ora Magna Via Francigena. Tra gli obiettivi che verranno perseguiti dall’Amministrazione Comunale risaltano la promozione e la valorizzazione delle risorse naturalistiche e culturali del territorio, la riscoperta del patrimonio naturalistico, ambientale e culturale, dei valori delle tradizioni, del patrimonio storico-artistico, monumentale, archeologico e naturalistico.

L’Eremo della Quisquina, per la sua posizione, si presta in modo ottimale ad ospitare sia iniziative culturali di tipo spirituale, naturalistico e storico, sia progetti didattici rivolti soprattutto ai piú giovani e finalizzati a diffondere il rispetto per l’ambiente e la conoscenza storica del territorio di Santo Stefano Quisquina, ampliando l’offerta turistica locale che vede il paese coinvolto con il progetto “albergo diffuso” e le varie strutture ricettive presenti sul territorio, grazie alle quali sarà possibile ospitare i pellegrini in passaggio.

“Un modo per valorizzare pienamente e pubblicizzare su larga scala il nostro territorio”- commenta il Sindaco Francesco Cacciatore, continuando: “Dopo un lungo iter burocratico, posso oggi orgogliosamente affermare che Santo Stefano Quisquina, oltre ad aver raggiunto un indiscutibile obiettivo dal punto di vista storico, artistico e culturale si ritrova coinvolto attivamente nella gestione del cosiddetto turismo religioso, cogliendo un’occasione che potrebbe ripercuotersi positivamente sull’economia locale e limitrofa”.