È trascorso un mese dal devastante incendio che, tra la notte e il primo mattino del 22 luglio 2026, ha colpito il territorio di Santo Stefano Quisquina, lasciando dietro di sé una lunga scia di distruzione. Un mese dopo l’emergenza, il territorio prova a fare il punto sui danni, sulle iniziative già avviate e soprattutto sui ristori attesi da aziende agricole e zootecniche, cittadini e amministrazione comunale.
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L’incendio, secondo quanto emerso nelle prime ricostruzioni, sarebbe stato di origine dolosa e proveniva dal territorio di Bivona, dove le fiamme erano divampate già nella serata del 20 luglio. Nei giorni successivi il rogo ha raggiunto il territorio di Santo Stefano Quisquina, trasformandosi rapidamente in un inferno di fuoco. Le fiamme hanno interessato vastissime aree agricole e boschive e hanno minacciato abitazioni, strutture produttive e luoghi simbolo del territorio. Tra i punti maggiormente a rischio anche la Casa di Cura Attardi e la fabbrica di fuochi d’artificio della ditta Picone.
Dal territorio di Bosco Kadera il fronte del fuoco si è rapidamente esteso verso Mannirazza e Fontana Bianca, interessando il bosco che sovrasta il centro abitato, in prossimità della Strada Statale 118, per poi raggiungere Cozzo Confessionario, Pizzo Stagnataro, contrada Rocca, le aree nei pressi del Teatro Andromeda, Castagna-Realtavilla, Serra Quisquina, con la minaccia arrivata anche in prossimità dell’Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina.
Il fronte ha quindi interessato le contrade Margimuto, Donna, Prisa, Buonanotte, Gargiuffè, Pioppo, Molinazzo, Minavento, Serra Moneta e Pietranera, estendendosi fino a San Biagio Platani. Complessivamente, le fiamme hanno percorso una superficie di 6.769 ettari, interessando circa l’80% del territorio comunale di Santo Stefano Quisquina.
Per giorni le squadre impegnate nell’emergenza hanno combattuto contro le fiamme. Sul posto hanno operato Vigili del Fuoco, Corpo Forestale, Protezione Civile, Forze dell’Ordine, Polizia Locale, operatori dell’antincendio boschivo e numerosi volontari, con il supporto di Canadair ed elicotteri. L’incendio è stato definitivamente spento dopo giorni di lavoro e dopo diverse riprese dei focolai.
A un mese dall’incendio, il quadro economico restituito dal report tecnico trasmesso dall’Amministrazione comunale alla Protezione Civile Regionale sfiora i 4 milioni di euro.
Per quanto riguarda il patrimonio pubblico, la stima comprende circa 350 mila euro di danni in via Di Matteo, in contrada Bosco, 400 mila euro lungo la Strada Statale 118, 300 mila euro per il reticolo idraulico, 50 mila euro per la Strada Provinciale 24 e altri 50 mila euro per la strada comunale Kadera. Ancora più pesante il bilancio per il settore privato. I danni alle aziende zootecniche sono stati stimati in circa 2 milioni di euro, ai quali si aggiungono 350 mila euro per gli uliveti bruciati o danneggiati e altri 350 mila euro per immobili e case di campagna lambiti o danneggiati dalle fiamme. Si tratta, tuttavia, di una stima ancora suscettibile di aggiornamenti. I sopralluoghi e la raccolta delle segnalazioni dei privati sono infatti tuttora in corso e non è escluso che l’ammontare complessivo dei danni possa aumentare.
Il 27 luglio il Consiglio comunale di Santo Stefano Quisquina ha deliberato un atto di indirizzo per chiedere formalmente alla Regione Siciliana la dichiarazione dello stato di calamità naturale e di emergenza per l’incendio che ha interessato il territorio dal 22 luglio e nei giorni successivi.
Il riconoscimento rappresenta un passaggio fondamentale per consentire l’attivazione di misure straordinarie a sostegno dei cittadini, delle aziende e delle attività danneggiate.
Nel frattempo, il Governo regionale ha approvato un primo pacchetto di interventi da 25 milioni di euro per contrastare gli effetti degli incendi: 15 milioni destinati agli interventi di Protezione Civile e 10 milioni ai ristori per i danni alle imprese agricole. Il Governo regionale guidato da Renato Schifani ha inoltre dichiarato lo stato di emergenza, misura che dovrebbe consentire di intervenire più rapidamente nei Comuni e nelle aree boschive colpite dai roghi.
Il Comune di Santo Stefano Quisquina ha scelto di intervenire anche con risorse proprie. Con la Delibera di Giunta n. 68 del 30 luglio, l’Amministrazione comunale ha approvato una variazione di bilancio destinando 30 mila euro alle aziende agricole duramente colpite dall’incendio. La somma rappresenta una prima risposta concreta agli imprenditori che hanno subito danni alle colture, alle strutture e ai mezzi di produzione, in attesa degli interventi regionali e nazionali.
«Abbiamo scelto di intervenire immediatamente», ha dichiarato il sindaco Francesco Cacciatore, sottolineando la volontà dell’Amministrazione di sostenere un settore strategico per l’economia e per l’identità del territorio. A questa cifra si sono aggiunti i 960 euro raccolti dall’associazione “Ballo e mi Diverto” durante la Notte Bianca, somma destinata anch’essa al sostegno delle aziende agricole danneggiate.
Fin dalle prime ore dell’emergenza non sono mancate iniziative di solidarietà.
Il GAL Sicani ha messo a disposizione delle imprese agricole e zootecniche colpite la propria struttura tecnica per supportarle nella ricognizione e nella stima dei danni. Sono stati inoltre predisposti moduli unificati per la raccolta delle segnalazioni dei cittadini privati. Lo stesso GAL ha promosso una campagna straordinaria per la raccolta gratuita di fieno, paglia, foraggi essiccati e altri alimenti destinati al bestiame delle aziende maggiormente colpite.
Anche Radio Santo Stefano e l’associazione Non Più Soli ODV hanno avviato la campagna “Ripartiamo insieme”, un fondo di aiuto destinato alle aziende zootecniche colpite dagli incendi.
La raccolta, attraverso contenitori negli esercizi commerciali, conto corrente dedicato e piattaforma GoFundMe, è finalizzata all’acquisto di sementi, tra cui avena, trifoglio, sulla e orzo, da utilizzare per l’imminente campagna di semina. L’obiettivo fissato attraverso la raccolta online è di 4.500 euro. Il conto corrente indicato per le donazioni è intestato a “Non più soli ODV – Contrada Canneti” con causale “Raccolta per aziende zootecniche danneggiate dagli incendi”.
Già il 28 luglio l’Amministrazione comunale aveva convocato un tavolo tecnico con i titolari delle aziende agricole e zootecniche danneggiate. L’incontro, tenutosi nella Sala consiliare “F. Maniscalco”, aveva l’obiettivo di raccogliere le segnalazioni, effettuare una ricognizione delle criticità relative a colture, pascoli, allevamenti, strutture, impianti, mezzi e attrezzature e condividere le iniziative da promuovere presso gli enti competenti per il riconoscimento dei danni e l’attivazione delle misure di sostegno. Il 5 agosto il Prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo, ha fatto visita al Comune di Santo Stefano Quisquina per testimoniare la vicinanza delle istituzioni alla comunità colpita. All’incontro hanno partecipato i sindaci di Santo Stefano Quisquina, Bivona e Cammarata, rappresentanti delle Forze dell’Ordine, del Corpo Forestale, dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e del volontariato. E’ stato fatto il punto sulla situazione, sugli interventi già avviati e sulle ulteriori azioni necessarie per sostenere il territorio, con particolare attenzione alla prevenzione degli incendi, alla tutela del patrimonio naturale e al sostegno alle aziende agricole. Prosegue inoltre l’attività della Cabina di Regia Istituzionale e del Tavolo Tecnico costituiti per fronteggiare l’emergenza.
Nei primi giorni di agosto il Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha deciso di rafforzare il monitoraggio delle aree a rischio incendi. D’intesa con i sindaci di Cammarata, Santo Stefano Quisquina e Bivona, è stato disposto l’impiego dei droni per garantire un controllo più capillare delle aree maggiormente esposte al rischio, anche alla luce della devastazione provocata dai recenti roghi sui Monti Sicani.
Il 7 agosto, nella Sala consiliare del Comune, si è tenuto un importante incontro con docenti, tecnici e professionisti per avviare un percorso scientifico dedicato alla rinascita del territorio.
L’obiettivo è costruire una strategia di medio e lungo periodo per il recupero delle aree percorse dal fuoco, attraverso la messa in sicurezza, il recupero ambientale, la riforestazione con specie autoctone, la tutela della biodiversità e la prevenzione di nuovi eventi calamitosi.
Il tavolo di lavoro proseguirà nei prossimi mesi coinvolgendo enti, istituzioni, università e ordini professionali. In questa direzione si inserisce anche il decreto sindacale n. 18 del 12 agosto 2026, con il quale il sindaco Francesco Cacciatore ha conferito a titolo gratuito al dottor agronomo Giuseppe Castellano l’incarico di esperto del sindaco in materia di verde pubblico, tutela ambientale, Villa Comunale e patrimonio boschivo. L’incarico prevede, tra le altre attività, il supporto nella predisposizione di proposte per il recupero ambientale delle aree percorse dal fuoco, nella pianificazione degli interventi di riforestazione e rinaturalizzazione e nei rapporti con Regione Siciliana, Corpo Forestale, Protezione Civile ed enti di ricerca.
Nel frattempo, per tutelare la pubblica incolumità, sono state temporaneamente chiuse alla fruizione dal Dipartimento Sviluppo Rurale della Regione Siciliana, alcune aree boscate tra Bivona e Santo Stefano Quisquina interessate dall’incendio e ricadenti nei siti della Rete Natura 2000 e, per le porzioni interessate, nelle Riserve Naturali Orientate Monte Cammarata e Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio. Sono vietati l’accesso e le escursioni, la raccolta dei prodotti del sottobosco e l’introduzione e il pascolo di animali domestici e da allevamento nei soprassuoli boscati percorsi dal fuoco. Le restrizioni sono finalizzate a consentire il ripristino delle condizioni di sicurezza e la naturale rigenerazione del bosco. La normativa sugli incendi boschivi prevede inoltre specifici divieti sul pascolo nei soprassuoli boscati percorsi dal fuoco.
A un mese da quella drammatica notte, Santo Stefano Quisquina ha fatto molto per affrontare l’emergenza, ma la fase più difficile potrebbe essere proprio quella che inizia adesso: trasformare la solidarietà e gli interventi immediati in un vero percorso di ricostruzione.
Il territorio attende che le risorse regionali e le altre misure di sostegno diventino concrete, attraverso procedure chiare e tempi certi. Gli agricoltori e gli allevatori devono poter tornare a programmare il futuro, dopo aver perso pascoli, colture, uliveti, strutture, foraggi e parte dei propri mezzi di produzione. E c’è poi il patrimonio boschivo. Decine di anni di crescita sono andati distrutti in poche ore. Alcune delle aree percorse dal fuoco erano state rimboschite più di sessant’anni fa e oggi si trovano nuovamente davanti alla necessità di essere ricostruite.
Tanto è stato fatto e tanto resta ancora da fare. L’auspicio è che la Regione Siciliana e tutte le istituzioni competenti mantengano alta l’attenzione sui Monti Sicani e accompagnino il territorio non soltanto nella fase dell’emergenza, ma soprattutto negli anni necessari alla rinascita.
Perché la vera sfida comincia adesso: far rinascere i boschi, restituire speranza agli agricoltori e agli allevatori e impedire che, come accaduto in altre aree percorse dal fuoco negli anni passati, dopo l’emergenza cali il silenzio. Questa volta Santo Stefano Quisquina e i Monti Sicani hanno bisogno di un vero segnale di rinascita.
Alessandro Mistretta






