Simana du sicilianu: intervista al fondatore dell’iniziativa che promuove il siciliano come lingua
Si chiama “Simana du sicilianu” e quest’anno si terrà dal 31 marzo al 7 aprile l’iniziativa volta a promuovere la conoscenza e la diffusione del siciliano come lingua. Ce ne ha parlato Nick Panzarella, Presidente della sezione americana di Cademia Siciliana e fondatore della “Simana du sicilianu”. Siculo-americano originario di Montemaggiore Belsito, in provincia di Palermo, deve il suo siciliano fluentissimo ad anni di studi su libri di grammatica siciliana e di pratica nel parlato con i suoi conterranei. Ed è proprio grazie a questo studio, nato dall’esigenza pratica di capire e farsi capire quando veniva a trovare i parenti in Sicilia, che possiamo tenere l’intervista interamente in siciliano.
Ma com’è nata quest’iniziativa e di cosa si tratta? Anche in questo caso l’ispirazione è dovuta agli studi di linguistica di Nick, il quale, affascinato dal fervore del popolo basco nella difesa dell’euskara, la sua lingua, ha deciso di dare inizio a qualcosa di simile anche in Sicilia. La Simana è fortemente voluta e sostenuta dalla Cademia Siciliana, associazione no-profit fondata nel 2016 allo scopo di prendersi cura della lingua siciliana, e dai ragazzi di Trinacria, braccio pratico dell’iniziativa, con base a Palermo.
Chiunque può contribuire alla tutela della lingua siciliana nei modi che ritiene più opportuni: post (non dimenticate l’hashtag #simanadusicilianu !), poesie, letture, persino podcast, l’importante è che siano in siciliano. La massima aspirazione? Far parlare il siciliano anche a quei siciliani che si mostrano un po’ restii nell’utilizzo della lingua. Nick parla di una vera e propria “coscienza linguistica”: “Natri facemmu scartatini (ndr. “scelte”) ogni ghiornu: quannu va a la putìa o a la banca o nni lu parrucu canci comu parli, nun sulu lu tipu di sicilianu ma anche di italianu, a sicunnu di li situazioni”. L’obiettivo di la Simana è proprio di far capire che noi quotidianamente scegliamo quale lingua parlare. Spesso diciamo: “Non puoi usare il siciliano qua”. Ma perché? Se in passato il siciliano veniva usato pure in parlamento, perché ora non è possibile? Occorre, dunque, prendere coscienza sul fatto che il siciliano è una vera e propria lingua e non un dialetto e in quanto tale ogni siciliano dovrebbe saperla parlare, iniziando magari proprio da questa settimana, non solo tra amici o in famiglia, ma anche al bar, in piazza, in banca, sul posto di lavoro. È necessario eradicare lo stigma che vede il siciliano come una lingua volgare, riservata agli strati sociali meno istruiti.
A tal proposito, Cademia Siciliana ha steso un manifesto nell’auspicio che venga firmato da quanti più Comuni possibili in Sicilia per ottenere il riconoscimento del siciliano come lingua co-ufficiale insieme all’italiano. Alla domanda su come fare per conciliare entrambe le lingue, Nick risponde: “Vulemmu la scola bilingue”. Non si tratta di politica, non stiamo parlando di separatismi, anzi: si tratta di integrare il siciliano nella vita di tutti i giorni conferendogli la stessa dignità dell’italiano. Come? Un’idea potrebbe essere quella di fare metà delle lezioni in italiano e metà in siciliano nelle scuole, creare e diffondere libri di grammatica siciliana, nonché video e materiali per i più piccoli.
Tutti, quindi, non solo le istituzioni scolastiche, siamo chiamati a fare la nostra parte affinché la nostra lingua non si perda, a essere dei “virus”, come dice Nick, che contagiano nel parlare siciliano. Niente spazio, però, al campanilismo! “La parlata lucali sacra iè”, ci tiene a sottolineare Nick. “Comu iu parlu sicilianu, anchi un catanisi parla sicilianu. Nun esisti lu sicilianu comuni: sunnu tutti varietà di la stessa lingua. Natri avissimu ad aviri la testa graputa a tutti ‘sti varietà e arricchiri la lingua, no acchiattari la lingua”, ovvero mantenere la nostra “parlata” ma al tempo stesso imparare che in altre parti della Sicilia vengono utilizzati termini diversi e altrettanto degni di rispetto per esprimere lo stesso concetto.
Niente scuse, dunque: se sei siciliano, dal 31 marzo al 7 aprile prossimi non puoi non parlare siciliano. Sfida accettata?
In calce i link che rimandano alle pagine di Simana du sicilianu e Cademia Siciliana.