La crisi idrica e la miopia della politica: L’appello del Presidente del Consiglio Comunale di Santo Stefano Quisquina

In un recente comunicato, il Presidente del Consiglio Comunale di Santo Stefano Quisquina, Alberto Madonia, ha lanciato un grido d’allarme sul modo in cui la crisi idrica viene gestita nella provincia di Agrigento. Le sue parole non sono solo un resoconto della situazione attuale, ma un appello accorato affinché la politica locale e regionale riconosca la differenza tra ciò che è urgente e ciò che è davvero importante.

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Madonia inizia il suo messaggio citando una frase iconica: “Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli”. Queste parole non sono scelte a caso, ma rappresentano la determinazione di una comunità che ha sempre posto la questione idrica al centro della propria agenda politica e sociale. Secondo il Presidente, la crisi idrica non è solo un’emergenza da affrontare con soluzioni temporanee, ma una questione fondamentale che richiede una visione a lungo termine.

Il territorio di Santo Stefano Quisquina, ricorda Madonia, contribuisce significativamente alla fornitura d’acqua della provincia, con una quantità compresa tra i 400 e i 600 litri al secondo che viene convogliata verso altri comuni. Tuttavia, ciò non ha impedito che la risorsa idrica fosse sempre considerata come una priorità per la comunità locale, non solo per il benessere presente, ma anche per garantire un futuro sostenibile alle prossime generazioni.

Madonia critica duramente la gestione politica dell’acqua, descrivendola come priva di visione. L’installazione di un dissalatore da 6 milioni di euro, capace di produrre 100 litri di acqua dolce al secondo, è stata inizialmente accolta con favore, ma è diventata l’emblema di una politica miope quando, dopo soli cinque anni, è stato abbandonato. Questo, unito alla gestione inefficace di una rete idrica ormai fatiscente, rappresenta per Madonia un chiaro segno di mancanza di responsabilità e lungimiranza.

Il Presidente del Consiglio Comunale non si limita però a parlare dell’acqua, ma estende la sua analisi anche alla gestione dei rifiuti, un altro tema che in Sicilia viene trattato come emergenza solo quando i cumuli raggiungono altezze inaccettabili. In questo contesto, Madonia invita a un cambio di paradigma: affrontare questi problemi come questioni di importanza primaria, anziché come semplici emergenze da risolvere in modo temporaneo.

Infine, Madonia esprime la sua preoccupazione per il futuro di Agrigento, che, pur avendo ottenuto il prestigioso titolo di Capitale della Cultura, rischia di trasformarsi in una nuova emergenza a causa della cattiva gestione politica. Il suo appello è chiaro: è tempo di imparare a distinguere tra ciò che è urgente e ciò che è importante, dedicando a quest’ultimo la giusta attenzione e le risorse necessarie.

“Le cose importanti sono quelle che mettono un tassello nella costruzione di un progetto, di un sogno e che provano a realizzare un pezzo di futuro”, conclude Madonia, sottolineando che il Comune di Santo Stefano Quisquina non ha mai smesso di prendersi cura delle cose importanti, prima fra tutte l’acqua.

In un’epoca in cui le crisi sembrano sovrapporsi senza sosta, il messaggio di Madonia risuona come un invito a ripensare le priorità della politica locale, per costruire un futuro più sicuro e sostenibile per tutti.