Il rischio idrogeologico nel Comune di Santo Stefano Quisquina: storia e lavori eseguiti negli anni
Il territorio del Comune di Santo Stefano Quisquina è storicamente interessato da fenomeni di dissesto idrogeologico legati sia alla conformazione geomorfologica sia alle caratteristiche del reticolo idrografico locale. Tali criticità, nel corso del tempo, hanno prodotto effetti significativi sull’abitato e sulle infrastrutture, rendendo necessari interventi continui di prevenzione, mitigazione e consolidamento.
Dal Piano di Protezione Civile Comunale emergono due principali tipologie di rischio: il rischio geomorfologico, connesso a movimenti franosi, e il rischio idraulico, legato a eventi meteorici intensi ed eccezionali.
Il rischio geomorfologico è principalmente associato a fenomeni franosi, alcuni dei quali risultano prossimi al centro abitato e pertanto meritevoli di particolare attenzione. Tra questi, i movimenti più significativi e monitorati si collocano a valle del centro abitato, nell’area compresa tra:
- la Villa Comunale;
- Piazza Maddalena;
- Via Papacquaro.
Questa zona rappresenta uno dei punti più sensibili del territorio comunale, poiché le instabilità del versante hanno storicamente interessato edifici di pregio, luoghi di culto e spazi pubblici di elevato valore identitario per la comunità stefanese.
Un episodio emblematico risale alla fine dell’Ottocento (1898), quando una frana distrusse alcune abitazioni e la Chiesa della Maddalena, arrivando a minacciare seriamente la Chiesa Madre. Questo evento segnò profondamente la storia urbanistica del paese e determinò le prime riflessioni strutturate sulla necessità di interventi di consolidamento del versante.
La Villa Comunale rappresenta uno dei luoghi più suggestivi e frequentati di Santo Stefano Quisquina, essa costituisce non solo un polmone verde e un punto di incontro per la cittadinanza, ma anche un elemento storico di mitigazione del rischio idrogeologico.
La sua realizzazione, intorno al 1910, fu strettamente legata proprio alla necessità di contrastare gli effetti della frana ottocentesca. Il sindaco Domenico Gaetani, accogliendo le proposte del dott. Ignazio Attardi e del cav. Salvatore Puleo, con la consulenza dell’esperto di botanica e giardinaggio Domenico D’Abbene, promosse la sistemazione dell’area con la piantumazione del viale dei tigli, numerosi alberi e un giardino all’italiana.
L’impianto arboreo non ebbe solo una funzione estetica e sociale, ma anche una funzione tecnica: le radici degli alberi contribuirono nel tempo a rassodare il terreno, limitando i movimenti franosi e proteggendo l’abitato sovrastante.
Alla fine degli anni Novanta, il movimento franoso tornò a destare forte preoccupazione nella popolazione. Si registrarono:
- la chiusura temporanea della Chiesa Madre;
- la comparsa di importanti crepe negli edifici adiacenti;
- un generale peggioramento del quadro fessurativo nella zona a valle del centro storico.
Questi eventi resero evidente la necessità di interventi strutturali più incisivi, che si sono susseguiti nel corso degli anni Duemila, con lavori mirati all’interno della Villa Comunale e nelle aree limitrofe.
Tra gli interventi più rilevanti rientra il consolidamento e la sistemazione idrogeologica di Piazza Maddalena. L’opera ha consentito il completamento delle azioni di stabilizzazione di una zona a rischio.
Un intervento atteso da anni ha riguardato la messa in sicurezza del centro storico, con particolare riferimento all’area a valle della Villa Comunale e al quartiere più antico del paese.
L’opera, coordinata dalla Struttura contro il dissesto idrogeologico della Regione Siciliana, ha previsto il consolidamento del versante ovest fino al fiume Magazzolo. I lavori, hanno permesso di:
- eliminare le condizioni di rischio residuo;
- recuperare alla piena fruizione pubblica il quartiere di San Vito;
- prevenire ulteriori danni a edifici storici e alla Chiesa Madre.
Accanto al rischio geomorfologico, il territorio comunale è interessato da un rilevante rischio idraulico, soprattutto in occasione di eventi temporaleschi eccezionali, caratterizzati da precipitazioni intense e prolungate.
Le principali criticità derivano dall’interazione tra il reticolo idrografico e il territorio antropizzato. In particolare, il Piano di Protezione Civile individua due situazioni di maggiore rischio idraulico all’interno del centro abitato:
- Zona a monte del centro abitato: area in cui il torrente Santa Maria la Valle si immette nel tessuto urbano, in corrispondenza di Via Valle e Via Capitano. Questa zona è classificata con grado di rischio R2 nelle cartografie tematiche del PAI.
- Zona a valle del centro abitato: area della contrada Sant’Elia, in prossimità dell’ex macello comunale, interessata dal deflusso del torrente Fontana Secca.
Tali contesti risultano particolarmente vulnerabili in caso di piogge intense, con possibili fenomeni di esondazione e accumulo di acque meteoriche
Negli ultimi anni l’azione dell’Amministrazione Comunale si è ulteriormente intensificata, con nuovi cantieri strategici.
Vallone Mannirazza
Di particolare rilevanza è anche l’intervento di regimazione delle acque meteoriche nel Vallone Mannirazza, finalizzato a ridurre i picchi di piena e il rischio idraulico complessivo nel centro abitato.
Il progetto, dal valore complessivo di 2.680.648,25 euro, è stato finanziato grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione Comunale, l’Ufficio Tecnico, l’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente e il Dipartimento Regionale della Protezione Civile. I lavori sono stati aggiudicati al Consorzio Integra Società Cooperativa, con sede a Bologna.
Piazza della Repubblica
Sono stati avviati i lavori di consolidamento e messa in sicurezza di Piazza della Repubblica – 1° stralcio, finanziati con risorse nazionali derivanti dalla revisione del PNRR. L’importo complessivo dell’intervento è pari a 965.000 euro.