Scatta la prescrizione, com’era ampiamente prevedibile e previsto, per buona parte degli imputati nel processo sul crollo del viadotto Scorciavacche, nel territorio di Mezzojuso, sulla Palermo-Agrigento, che restò in piedi appena una settimana: dopo essere stato inaugurato a Natale del 2014, infatti, non arrivò intero a Capodanno, perché venne giù il 30 dicembre. Dopo un iter giudiziario pieno di ostacoli, oggi la terza sezione del tribunale ha emesso la sentenza per 9 imputati. Resta però in piedi un troncone in cui alla sbarra ci sono l’ex presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, e Stefano Liani, Michele Vigna, tutti dirigenti della stessa azienda, e anche la “Bolognetta scpa”, che realizzò i lavori
Nella specifico i giudici hanno dichiarato la prescrizione per Salvatore Giuseppe Tonti, Claudio Bucci, Maria Coppola, altri dirigenti dell’Anas, Pierfrancesco Paglini, Stanislao Fortino, Giuseppe Russello, Fulvio Giovannini, Giuseppe Buzzanca e Nicolò Trovato, vertici della “Bolognetta scpa”.
A coordinare l’inchiesta era stata la Procura di Termini Imerese, in particolare il sostituto procuratore Giovanni Antoci che tuttora rappresenta l’accusa, perché – come il processo – è stato trasferito poi a Palermo. Secondo la ricostruzione del pubblico ministero il viadotto sarebbe crollato perché realizzato su un terreno instabile. Dato che sarebbe stato noto sia all’Anas che alla “Bolognetta scpa”. Si decise comunque di inaugurare l’opera – e in pompa magna – prima della data prevista per la consegna e senza collaudo. Il viadotto, come detto, venne giù dopo pochi giorni.
L’inchiesta, nonostante la sua complessità, fu chiusa in tempi congrui, a giugno del 2017. Già durante l’udienza preliminare, però, le difese degli imputati sollevarono un problema di competenza territoriale, sostenendo che la sede naturale del processo avrebbe dovuto essere Palermo, dove sarebbe stata firmata l’ordinanza per l’apertura del ponte, e non Termini, dove invece era avvenuto materialmente il crollo. Un’eccezione respinta dal gup, che rinviò tutti a giudizio. A quel punto il fascicolo finì per errore alla sezione monocratica del tribunale di Termini Imerese e poi venne assegnato ad una delle due sezioni collegiali che – per equilibrare i carichi di lavoro – decide di mandarlo all’altra.
Dopo quasi due anni, a gennaio del 2019, quando finalmente il processo si era aperto, gli avvocati riproposero la questione della competenza territoriale, che fu accolta dai giudici nel marzo successivo, quando tutto venne quindi trasferito a Palermo. Fu necessario ripartire da zero, rifare l’udienza preliminare, durante la quale venne nuovamente sollevata la stessa questione, ipotizzando addirittura che la sede per il processo potesse essere quella di Roma. Alla fine, nella primavera del 2021, fu la Cassazione a sciogliere definitivamente il nodo, stabilendo che il processo doveva restare a Palermo. Nel frattempo, però, alcuni dei reati contestati – come il falso e l’attentato alla sicurezza stradale – sono caduti in prescrizione.
fonte: https://www.agrigentonotizie.it/cronaca/crollo-viadotto-scorciavacche-processo-anas-prescrizione.html





