Giovedì 30 Aprile presso l’Eremo della Quisquina presentazione della mostra “Trame mediterranee”

La mostra “Trame mediterranee” a cura della Fondazione Orestiadi di Gibellina è proposta nell’ambito del progetto “Terra di Cieli, Acqua e Pietre” finanziato dal PNRR, Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Componente 3 – Cultura 4.0 (M1C3). Misura 2 “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale”, Investimento 2.1: “Attrattività dei borghi storici”, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU.

Nell’anno che vede Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea viene proposta all’eremo della Quisquina la mostra Trame mediterranee che presenta una selezione di oggetti e opere provenienti dalla collezione Museo delle Trame Mediterranee della Fondazione Orestiadi di Gibellina.

Il progetto espositivo in questo momento complesso per la comunità internazionale vuole ricordare la possibilità di una pacifica e fruttuosa convivenza tra popoli differenti che, se pur bagnati dallo stesso mare, hanno percorso nel tempo itinerari culturali comuni.
Analizzare gli elementi comuni, in un momento storico in cui sembra che l’Occidente intenda chiudersi all’apporto delle culture mediorientali e nordafricane, è un nostro modesto contributo alla comprensione delle culture a noi limitrofe. Scriveva Ludovico Corrao, nume tutelare del progetto di ricostruzione della città di Gibellina, dopo il terremoto e ispiratore del Museo delle Trame:

La Sicilia non può essere compresa che nella vita del Mediterraneo ed il Mediterraneo non può leggersi senza la Sicilia. Gli esodi antichi e attuali, le migrazioni dovute alle catastrofi naturali o economiche, gli insediamenti successivi ai conflitti, svelano la trama della comune matrice culturale. Gli oggetti in mostra denunziano i legami esistenti tra i gruppi di civiltà pastorali in possesso di tecnologie e conoscenze scientifiche, e le migrazioni provenienti dall’Africa e dall’Oriente. L’attuale situazione, da alla nostra terra, un nuovo ruolo di centralità politica e culturale, che la Sicilia storicamente ha sempre avuto e ne ha fatto luogo di accoglienza e integrazione.

In mostra sono opere di artisti affermati che hanno affrontato attraverso le loro opere i temi sociali, politici e antropologici che segnano il nostro tempo. Il tema del superamento del confine e del limite è il filo conduttore della mostra dell’attraversamento fisico o geografico. La mostra è un invito a superare le barriere e a rompere i pregiudizi sulle differenze tra le culture e i popoli.

Sono in mostra: Il Tappeto mediterraneo dell’artista albanese Jonida Xherri, che ha coinvolto i ragazzi migranti dei centri di prima accoglienza della Sicilia, il monumento alla città planetaria di Stalker, le opere degli artisti tunisini Mohammed Messaoudi e Nja Madaoui, degli algerini Amar Briki e Hakim Abbaci, dell’irachena Hadeel Azeez, il video sui migranti messicani della statunitense Susan Kleiberg, ed inoltre le opere degli artisti italiani, Alfredo Romano, Innocente, Alfonso Leto, Rossana Taormina, Vito Bongiorno.

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