A Santo Stefano Quisquina prende forma “Collisione”, il progetto di land art che mette in dialogo comunità, paesaggio e Teatro Andromeda

SANTO STEFANO QUISQUINA – È stato inaugurato questa mattina, davanti alla scuola primaria “Giacinto Giordano Ansalone”, il primo intervento di “Collisione”, progetto di land art nato da un’idea di AIGOR e promosso dall’associazione Via delle Rondini nell’ambito del percorso “Terra di cieli, acqua e pietre”.

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Alla presenza di cittadini, amministratori, rappresentanti delle istituzioni scolastiche e alunni della scuola primaria, l’inaugurazione ha segnato l’avvio pubblico di un progetto che nei prossimi mesi prenderà forma attraverso una serie di interventi diffusi nel territorio comunale. Quello inaugurato oggi rappresenta il primo tassello di un percorso più ampio. Nelle prossime settimane saranno infatti realizzati e inaugurati gli altri interventi d’arte distribuiti tra il centro abitato, i punti di accesso al paesaggio e gli itinerari che conducono verso il Teatro Andromeda. Insieme comporranno un sistema diffuso di opere capace di accompagnare cittadini e visitatori in una nuova esperienza di attraversamento e scoperta del territorio.

L’idea alla base di “Collisione” è quella di un’arte pubblica capace di entrare in relazione con i luoghi e con le persone che li abitano. Come spiega Massimo Rabante, autore del progetto artistico, le opere condividono una stessa matrice formale e concettuale ma sono pensate per assumere significati e funzioni differenti in relazione ai contesti che le accolgono. Non elementi decorativi o monumenti isolati, ma dispositivi di incontro, attraversamento, osservazione e partecipazione. Una visione che trova una delle sue espressioni più significative nel concetto di “opera aperta”, intesa come spazio disponibile a nuove interpretazioni, usi e relazioni.

Pensata al confine tra arte pubblica, architettura e design, l’opera nasce anche come dispositivo relazionale. Una particolare attenzione è stata riservata ai bambini, chiamati non soltanto a osservare ma a interagire con l’intervento, riconoscendo nello spazio pubblico un luogo di incontro, immaginazione e gioco.

Non è casuale che il primo intervento sia stato collocato davanti alla scuola primaria. Per Rabante la scuola rappresenta «il luogo della formazione, dell’inizio, della possibilità»: uno spazio in cui prende forma la capacità di immaginare, apprendere e trasformare il mondo. Una scelta che attribuisce all’opera un significato che va oltre la dimensione artistica, riconoscendo nell’educazione il punto di partenza di ogni costruzione culturale.

Il progetto nasce dal dialogo con il Teatro Andromeda di Lorenzo Reina, presenza identitaria del territorio e riferimento ideale dell’intero percorso. Realizzato dall’artista, scultore e pastore stefanese sulle montagne che dominano il paese, il Teatro Andromeda è oggi una delle più originali esperienze di arte e paesaggio della Sicilia contemporanea, un luogo in cui architettura, scultura, osservazione del cielo e contemplazione del paesaggio si fondono in un’unica esperienza.

Come sottolinea Salvatore Presti, autore del testo di presentazione del progetto, “Collisione” nasce dal desiderio di mettere in dialogo Santo Stefano Quisquina con il Teatro Andromeda attraverso una rilettura di uno dei suoi elementi più riconoscibili: la “finestra sull’infinito”. Il progetto assume una forma simbolica capace di trasformarsi e diffondersi nello spazio, dando vita a un sistema di interventi che accompagna lo sguardo, suggerisce percorsi e costruisce nuove connessioni tra luoghi, paesaggio e comunità.

Una riflessione sviluppata ulteriormente nel contributo curatoriale di Salvatore Alessandro Turturici, secondo cui il Teatro Andromeda rappresenta «il precedente reale e poetico che accende la miccia» dell’intero progetto. Da qui nasce una concezione dell’arte pubblica che non si limita a occupare uno spazio ma prova a interrogarlo. «La forma non serve a decorare il mondo, serve a risponderne», scrive Turturici, indicando nell’opera un dispositivo capace di generare relazioni, attraversamenti e nuove possibilità di esperienza del paesaggio.

L’iniziativa è promossa dall’associazione Via delle Rondini, realtà attiva nei Sicani nella progettazione culturale, nell’educazione ambientale e nella valorizzazione del patrimonio territoriale. Attraverso percorsi che mettono in relazione comunità, paesaggio e sostenibilità, l’associazione lavora per costruire nuove opportunità culturali nelle aree interne e rafforzare il legame tra persone e luoghi. Con l’inaugurazione del primo intervento prende avvio un percorso che continuerà nelle prossime settimane con la realizzazione delle altre opere previste da “Collisione”. Un progetto che assume il paesaggio non come semplice sfondo ma come interlocutore e che prova a costruire nuove connessioni tra arte contemporanea, comunità e territorio, restituendo allo spazio pubblico una funzione culturale, educativa e relazionale.

Il progetto è realizzato nell’ambito di “Terra di cieli, acqua e pietre”, finanziato con il PNRR – Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, Componente 3 “Cultura 4.0” (M1C3), Investimento 2.1 “Attrattività dei borghi storici”, promosso dal Ministero della Cultura e finalizzato alla rigenerazione culturale, sociale ed economica dei piccoli borghi storici.