È stato redatto e sottoscritto un documento condiviso promosso da alcune Consulte Giovanili siciliane sul tema della tutela e dell’estensione del diritto di voto dei cittadini temporaneamente fuori sede, in vista del referendum previsto per il 22 e 23 marzo 2026.
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L’iniziativa nasce dalla volontà di avviare una riflessione istituzionale sull’effettivo esercizio del diritto di voto da parte di studenti, lavoratori e cittadini che, per motivi di studio, lavoro o mobilità territoriale, si trovano temporaneamente domiciliati in un Comune diverso da quello di residenza e di iscrizione elettorale.
Le Consulte Giovanili promotrici evidenziano come, in assenza di strumenti che consentano modalità di voto alternative, molti cittadini rischino di essere concretamente penalizzati nell’esercizio di un diritto fondamentale, con conseguenze sulla partecipazione democratica e sul principio di uguaglianza sostanziale sancito dalla Costituzione.
Ad oggi hanno sottoscritto il documento i Presidenti delle Consulte Giovanili dei Comuni di:
● Siculiana (AG) – Giuseppe Vella
● Santo Stefano Quisquina (AG) – Margot Giunta ● Favara (AG) – Angelo Salvatore Varisano
● Bagheria (PA) – Fabio Salvatore Maggiore
Il documento resta aperto alla sottoscrizione di altre Consulte Giovanili siciliane e diverse realtà dell’Isola hanno già manifestato interesse ad aderire nei prossimi giorni, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il valore unitario e regionale dell’iniziativa.
Attraverso la mozione allegata, le Consulte chiedono ai rispettivi Consigli Comunali di assumere una presa di posizione formale e di sollecitare il Governo e il Parlamento a rivedere l’attuale impostazione normativa, valutando con urgenza l’adozione di misure straordinarie e transitorie che consentano ai cittadini temporaneamente fuori sede di esercitare il diritto di voto già in occasione del referendum del 22 e 23 marzo 2026, prevedendo successivamente una disciplina organica e stabile in materia.
Le Consulte precisano che l’iniziativa è totalmente indipendente da qualsiasi posizione sui contenuti del referendum e nasce esclusivamente dall’esigenza di garantire l’effettivo esercizio del diritto di voto, sancito dall’articolo 48 della Costituzione, come pilastro imprescindibile della partecipazione democratica.






