Accorpamento scolastico nei Monti Sicani: l’appello di Giovanni Panepinto contro la decisione contestata

Il territorio dei Monti Sicani si trova al centro di una controversia che coinvolge le scuole e le comunitĂ  locali. L’ex deputato regionale PD Giovanni Panepinto, attraverso un post su Facebook, ha espresso il suo dissenso nei confronti dell’accorpamento scolastico, sottolineando il ruolo cruciale delle scuole nell’ascensore sociale delle comunitĂ  agrigentine e palermitane.

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Panepinto ha dichiarato: “Su una cosa siamo stati sempre d’accordo, a Bivona abbiamo sempre difeso e tutelato le scuole. Senza farla troppo lunga, è giusto dire che ‘le scuole’ hanno permesso a tutti quelli che siamo nati e cresciuti nell’entroterra siciliano di riscattarci e disporre dell’ascensore sociale. Medici, giudici, ingegneri, avvocati e tanto altro.”

La polemica si è concentrata sulla decisione di accorpare le scuole, una mossa che, secondo Panepinto, ha cancellato un diritto e la storia stessa delle comunitĂ  coinvolte. Ha criticato aspramente la mancanza di buon senso e pudore da parte di chi ha preso la decisione, evidenziando l’assenza di azioni preventive da parte di chi avrebbe dovuto vigilare e agire in tempo.

Il punto cruciale della questione sembra essere la conferenza dei sindaci, durante la quale la decisione è stata presa senza la dovuta attenzione ai diritti degli alunni, degli operatori della scuola e delle cinque comunitĂ  coinvolte. Panepinto ha sollevato l’incredulitĂ  sull’assenza del sindaco di Bivona e di altri delegati durante la votazione.

Panepinto ha concluso il suo intervento auspicando che Romano Cammarata, i presidi e gli operatori interessati possano unirsi in un atto d’accusa contro chi ha permesso questa decisione. Ha sottolineato l’importanza di convincere l’assessore regionale Turano delle ragioni dei Comuni dei Monti Sicani.

Infine, Panepinto ha lanciato un appello alla speranza, auspicando che alunni e professori possano scegliere una forma di protesta pacifica per rivendicare il diritto dei cittadini dei Monti Sicani, sottolineando il ritardo, piĂą o meno colpevole, di chi avrebbe dovuto vigilare e difendere il diritto allo studio e alla sopravvivenza dei comuni del territorio.