Ffp2, nei negozi e nelle farmacie scarseggiano. É caccia alle mascherine

Crescono i contagi e di pari passo cresce la preoccupazione dei cittadini che stanno prendendo d’assalto farmacie e laboratori privati per fare un tampone.

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Non stupisce neanche la caccia alle mascherine Ffp2, che fino al 31 marzo, quando terminerà lo stato di emergenza, sono destinate ad avere un ruolo ancora più centrale nella difesa dal Covid.

Facendo un giro per le Farmacie, Tabacchi e Supermercati di Santo Stefano Quisquina, risulta davvero difficile riuscire a reperire le mascherine Ffp2.

La normativa prevede l’obbligo di indossare la mascherina Ffp2 in specifiche situazioni:
– per gli spettacoli aperti al pubblico che si svolgono al chiuso o all’aperto nelle sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali assimilati;
– per gli eventi e le competizioni sportivi che si svolgono al chiuso o all’aperto
– per l’accesso e l’utilizzo di: voli commerciali; navi e traghetti adibiti a servizi di trasporto interregionale; treni impiegati nei servizi di trasporto passeggeri interregionale, Intercity, Intercity Notte e Alta Velocità; autobus e pullman di linea adibiti a servizi di trasporto tra più di due regioni; autobus e pullman adibiti a servizi di noleggio con conducente; funivie, cabinovie e seggiovie qualora utilizzate con chiusura delle cupole paravento; mezzi del trasporto pubblico locale o regionale;
– per le persone che hanno avuto un contatto stretto con un caso confermato positivo al COVID-19 e che, sulla base delle norme in vigore, non sono soggette alla quarantena ma soltanto all’autosorveglianza, fino al decimo giorno successivo all’ultima esposizione al soggetto positivo.

Le mascherine chirurgiche – o comunque un dispositivo che conferisce una superiore protezione come le mascherine FFP2- devono essere indossate nell’ambito delle attività economiche e sociali (ad esempio ristorazione, attività turistiche e ricettive, centri benessere, servizi alla persona, commercio al dettaglio, musei, mostre, circoli culturali, convegni e congressi, etc.) nelle situazioni previste nei protocolli di settore.