Dopo l’operazione antimafia denominata “Montagna” che ha disarticolato i vertici di due mandamenti e di sedici famiglie di “Cosa Nostra” agrigentina, il Sindaco di San Biagio Platani, Santino Sabella, è stato sospeso dalla carica dalla Prefettura di Agrigento.
Sostieni QUISQUINA CHANNEL ETS con il tuo 5×1000
Se ti piace quello che facciamo e ci segui con affetto, puoi aiutarci in modo semplice e completamente gratuito.
Destinare il tuo 5×1000 a QUISQUINA CHANNEL ETS non costa nulla:
basta firmare nel riquadro dedicato al
“Sostegno degli Enti del Terzo Settore”
della tua dichiarazione dei redditi
(CU, Modello 730 o Modello Redditi Persone Fisiche)
e inserire il nostro codice fiscale.
Il tuo supporto ci aiuta a continuare a creare contenuti, raccontare storie e portare avanti i nostri progetti.
La misura è stata decisa in base alla legge Severino. Nelle prossime ore il provvedimento verrà comunicato all’assessorato regionale agli Enti Locali che dovrà così provvedere alla nomina di un commissario straordinario.
Sabella è uno degli arrestati nel blitz scattato nella notte fra domenica e lunedì poiché accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Una delle accuse per il primo cittadino, secondo i magistrati della Dda di Palermo, sarebbe quella di avere concordato con alcuni esponenti ritenuti appartenere a famiglie mafiose le candidature per le elezioni comunali svolte nel maggio del 2014.
L’ormai ex sindaco di San Biagio Platani Santino Sabella si è difeso davanti al gip di Palermo, Filippo Serio, che ha firmato un’ordinanza cautelare in carcere nei suoi confronti per l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Ha smentito qualsiasi contatto con le famiglie mafiose di San Biagio Platani ed ha spiegato che “il contenuto di alcune frasi va contestualizzato” e che “si tratta di normali dialoghi che si fanno in campagna elettorale”. Sabella, rappresentato e difeso dagli avvocati Antonino e Vincenza Gaziano, è stato ascoltato in una delle sale interrogatori del carcere Pagliarelli.
Sabella ha cercato di dare una spiegazione a tutte le accuse che gli vengono contestate. Il gip gli ha letto anche singole frasi intercettate di cui ha smentito il contesto in cui le inquadra la Dda. Il sindaco di San Biagio ha spiegato che, in una campagna elettorale che riguarda un Comune con 3 mila anime, è quasi impossibile non avere rapporti con gli elettori e, riguardo alle presunte pressioni legate agli appalti, ha fatto notare due aspetti. “Mi sono limitato – ha detto al giudice e al pm Alessia Camilleri – a chiedere di aiutare alcune persone che avevano bisogno di lavorare. Non c’era alcuna logica di scambio dietro queste richieste, né si è trattato di pressioni perché di fatto non ha lavorato nessuno di quelli che ho segnalato”. I suoi legali hanno annunciato ricorso al tribunale del riesame.






